A sette giorni dall’inizio della guerra in Ucraina, con l’invasione della Russia di Vladimr Putin, avvenuta la scorsa settimana, la situazione è sempre più critica con il conflitto che prosegue senza sosta. Se nella giornata di ieri si era aperto uno spiraglio per il “secondo round” dei negoziati tra le delegazioni ucraine e russe, secondo fonti internazionali, è improbabile che il colloqui possano svolgersi oggi, ma è più probabile che avverranno nel weekend.
Per il momento l’incontro tra le parti non è stato cancellato, ma semplicemente rinviato, anche se il premier Zelensky, mentre missili e bombe continuano a colpire il paese, ha duramente criticato la Russia: “Stanno cercando di cancellare l’Ucraina, il nostro paese e la nostra storia”.
Nel frattempo, la guerra si sta combattendo strada per strada, città per città. Stamane i militari russi hanno affermato di aver conquistato la città strategica di Kherson, nel sud dell’Ucraina, mentre si contano almeno 21 persone morte e altre 112 ferite nei cannoneggiamenti russi su Kharkiv, stando a quanto riferito dal sindaco della città nel nord-est dell’Ucraina. Dall’altra parte, invece, il governatore della regione di Kharkiv, Oleg Synegubov, ha affermato che “il nemico russo ha subito perdite significative”, sarebbero 6mila i russi uccisi.
Questi sono solo gli ultimi aggiornamenti, ma in totale, dall’inizio dell’invasione russa, sono almeno 136 i civili che sono stati uccisi. Lo hanno detto le Nazioni Unite, precisando che tra i morti dovrebbero esserci anche 13 bambini, ma secondo un portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Liz Throssell, i morti reali dovrebbero essere molti di più.
La scorsa notte, invece, il presidente Joe Biden ha mandato messaggi chiari a Vladimir Putin, definendolo un “dittatore” che “pagherà un prezzo alto” per l’invasione dell’Ucraina. Poi ha annunciato anche la chiusura dello spazio aereo Usa alle compagnie russe e l’avvertimento agli oligarchi di Mosca: “Vi sequestreremo yacht, appartamenti lussuosi e jet privati”. Tante le bandiere gialloblù esposte fuori e dentro la Camera, dove era presente anche l’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Oksana Markarova.
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