Luino | 26 Luglio 2025

Gaza muore di fame: campane e proteste anche a Luino e in Valtravaglia

Le parrocchie della Bassa Valtravaglia e le associazioni di Luino aderiscono all’iniziativa “Gaza muore di fame”. Appuntamento alle 22 di domani con campane e suoni in tutta Italia

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Anche la Bassa Valtravaglia si unisce alla mobilitazione nazionale “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”, che domenica 27 luglio, alle ore 22, vedrà risuonare in tutta Italia sirene, campane e rumori in segno di solidarietà con la popolazione di Gaza. La parrocchia di Germignaga, insieme a quelle di Brezzo di Bedero, Porto Valtravaglia, Domo, Nasca e Castelveccana, aderisce ufficialmente all’iniziativa promossa dalla rete “L’ultimo giorno di Gaza”, con il suono delle campane di alcune chiese locali.

L’intento è chiaro e urgente: rompere il muro del silenzio attorno al genocidio in corso, come definito dagli organizzatori, che denunciano una strategia sistematica di fame, sete e bombardamenti contro la popolazione civile. «Vogliamo disertare questo silenzio di morte – si legge nel comunicato nazionale – e unire le nostre sirene e le nostre campane a quelle delle ambulanze di Gaza». Una protesta sonora, partecipata, collettiva, che vuole arrivare lontano: fino ai palazzi del potere e, idealmente, fino a chi a Gaza continua a resistere nella disperazione.

Nel territorio luinese, oltre all’impegno delle parrocchie, anche numerose realtà civili hanno scelto di aderire. A Luino, l’appuntamento è in piazza Garibaldi dalle ore 21, sotto qualsiasi condizione meteorologica. Alle ore 22 si farà rumore: con pentole, fischietti, sirene, tamburi, campanacci, per dare voce a chi non ha più voce. L’iniziativa è promossa da ANPI Luino, Gruppo Emergency Varese, Comunità Operosa Alto Verbano e Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano.

A ribadire la posizione delle comunità cattoliche, la dichiarazione della segreteria parrocchiale di Germignaga: «Non lasciamo soli i Gazawi bombardati, assetati, affamati. Continuiamo a pregare perché la strage, ‘ingiustificata e inaccettabile’, come l’ha definita il cardinale Pizzaballa, cessi al più presto». La scelta di suonare le campane accanto alle sirene non è solo un gesto simbolico: è un atto pubblico di vicinanza e una chiamata collettiva a non tacere.

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