Mondo | 1 Marzo 2022

Ucraina, continuano i bombardamenti. Domani secondo round di negoziati

Raid su Kharkiv, dove un missile ha colpito piazza della Libertà; Mariupol circondata dall’esercito russo. Draghi: «Invasione svolta decisiva nella storia europea»

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Sesto giorno di guerra in Ucraina, dove continuano i bombardamenti e i raid di terra portati avanti dalle forze armate russe in diverse aree del paese.

Immagini satellitari hanno mostrato un’enorme e lunghissima colonna militare di mezzi dell’esercito di Vladimir Putin diretta su Kiev, da dove, «in ragione del deterioramento della situazione di sicurezza e della conseguente impossibilità di garantire una piena funzionalità», l’Italia ha deciso di trasferire la sede dell’ambasciata portandola a Leopoli, come già fatto anche da altri Paesi.

Se i bombardamenti sulla capitale sono stati un po’ più sporadici, è stata invece più colpita Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, dove un missile ha colpito piazza della Libertà, nella quale si trova la sede del governo regionale, causando la morte di 10 persone e il ferimento di molte altre.

Situazione molto più difficile, invece, per la città di Mariupol, sul mar d’Azov, ormai circondata dalle forze russe e separatiste. Gli intensi bombardamenti hanno lasciato la città portuale anche senza corrente elettrica.

Dopo quelli svoltisi ieri, è previsto per domani, mercoledì 2 marzo, un secondo round di negoziati mentre crescono i timori sul fatto che Putin, che fonti dell’intelligence statunitense definiscono frustrato e arrabbiato per come sta proseguendo l’invasione, possa aumentare ancora di più la violenza degli attacchi che non si sono mai fermati, nemmeno durante gli incontri delle delegazioni diplomatiche.

Oltre alle sanzioni approvate dall’Unione Europea, USA e Regno Unito nei confronti della Federazione Russa, anche il mondo imprenditoriale e quello sportivo hanno aggiunto in queste ore ulteriori restrizioni: la società danese di spedizioni Maersk, ad esempio, non accetterà ordini da e per la Russia mentre FIFA e UEFA hanno sospeso la nazionale russa e i team di club da tutte le competizioni e il CIO ha vietato competizioni e manifestazioni internazionali ad atleti russi e anche bielorussi.

Questa mattina il presidente del Consiglio Mario Draghi ha riferito in Senato sulla crisi ucraina condannando severamente la Russia e promettendo ulteriori aiuti sia umanitari che militari in risposta all’appello del presidente Zelensky: «L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia segna una svolta decisiva nella storia europea – ha affermato il premier – Negli ultimi decenni, molti si erano illusi che la guerra non avrebbe più trovato spazio in Europa. Che gli orrori che avevano caratterizzato il Novecento fossero mostruosità irripetibili. Che le istituzioni multilaterali create dopo la Seconda Guerra Mondiale fossero destinate a proteggerci per sempre. In altre parole, che potessimo dare per scontate le conquiste di pace, sicurezza, benessere che le generazioni che ci hanno preceduto avevano ottenuto con enormi sacrifici. Le immagini che ci arrivano da Kiev, Kharkiv, Mariupol e dalle altre città dell’Ucraina in lotta per la libertà dell’Europa segnano la fine di queste illusioni».

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