Quinta notte di sirene, di paura e di bombardamenti russi in Ucraina, soprattutto su Kiev e Kharkiv, con gli abitanti delle due città rifugiati ormai da giorni nei tunnel della metropolitana o nei rifugi antiaerei e sottoposti a un rigidissimo coprifuoco.
Come riporta Ansa, fonti ucraine affermano di aver respinto i vari attacchi sulle due città, mentre un missile russo ha colpito un condominio, un asilo e un negozio nel centro di Chernihiv causando un incendio e il ferimento di una donna e i militari russi avrebbero incendiato un museo di storia a nord della capitale, a Ivankiv, nel quale si celebravano gli eroi ucraini. Da parte russa, invece, sono stati segnalati pesanti bombardamenti nel Donbass con infrastrutture danneggiate e vittime fra i civili.
In queste ultime ore sarebbe anche fuggito dagli arresti domiciliari per rifugiarsi «in un posto sicuro» l’oligarca Viktor Medvedchuk, “uomo di Putin” a Kiev, accusato di alto tradimento per aver sostenuto i separatisti del Donbass.
Secondo l’Alto commissariato ONU per i rifugiati sono oltre 368mila gli ucraini fuggiti dal paese in questi cinque giorni di invasione, mentre i civili che hanno perso la vita, secondo fonti del ministero dell’Interno ucraino, sono già 352, tra cui 14 bambini.
In questi minuti stanno iniziando i negoziati fra le delegazioni ucraina e russa al confine ucraino-bielorusso (nella sala visibile nell’immagine di copertina, condivisa dal Ministero degli Esteri bielorusso): il capo-negoziatore russo Vladimir Medinsky ha affermato di esser pronti a negoziare «tutto il tempo necessario per raggiungere un accordo», mentre la condizione principale che l’Ucraina richiederà alla Federazione Russa sarà un “cessate il fuoco” immediato e il completo ritiro delle truppe russe. Per come stanno procedendo le cose, fra posizioni inconciliabili e combattimenti e raid che continuano tuttora, non ci si aspetta grandi risultati da questo incontro, tanto che lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto molto scettico sul suo esito.
In mattinata, tramite un videomessaggio, Zelensky ha inoltre dichiarato di aver richiesto l’ammissione immediata nell’Unione Europea tramite una procedura speciale: «Siamo grati ai partner per essere al nostro fianco, ma il nostro obiettivo è stare insieme a tutti gli europei e, soprattutto, essere allo stesso livello. Sono sicuro che questo sia giusto, che ce lo meritiamo e che tutto questo sia possibile».
Nella serata di ieri l’Unione Europea ha annunciato un rifornimento di armi e aiuti all’esercito ucraino per 500 milioni di euro attinti dall’European Peace Facility, un fondo da 5 miliardi pensato per il finanziamento di operazioni di pace e attività militare relative perlopiù ai paesi membri dell’Unione. Oltre a ciò, le sanzioni economiche nei confronti della Russia sono state ulteriormente inasprite, con il blocco delle transazioni con la Banca centrale russa che ha causato anche un pesante crollo del rublo nei confronti di euro e dollaro.
Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha affermato che queste sanzioni avranno «un impatto economico importante» in tutto il mondo, anche se sono mirate per essere «le più dolorose possibili per l’economia russa e il regime di Vladimir Putin» e che si sarà un «dibattito» relativo alla richiesta di Zelensky sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.
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