«Se vi chiedete cosa avreste fatto durante l’Olocausto… è quello che state facendo ora!», «Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere. Palestina libera», «Se le nostre voci non avessero potere, non tenterebbero di zittirci».
Sono queste alcune delle frasi che si potevano leggere nei cartelloni esposti ieri sera in piazza Garibaldi a Luino, durante la manifestazione dal titolo “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”.
In contemporanea con le mobilitazioni organizzate in tutta Italia, anche nella cittadina lacustre centinaia di persone si sono ritrovate per rompere simbolicamente il silenzio che, secondo i promotori, avvolge la tragedia in corso nella Striscia di Gaza. Una protesta fatta di suoni, parole e presenza. Un gesto collettivo per dire “basta” alla sofferenza e alla fame che continuano a colpire la popolazione civile palestinese.
ANPI Luino, il Gruppo EMERGENCY Varese, la Comunità Operosa Alto Verbano, il Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano, le Parrocchie di Luino e della Valtravaglia hanno risposto all’appello lanciato a livello europeo da “Ultimo giorno di Gaza – L’Europa contro il genocidio”. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di far sentire un segnale forte, un “rumore” che potesse oltrepassare i confini, rompere l’indifferenza e manifestare vicinanza alle vittime del conflitto.
«A Gaza si muore di fame, si muore di bombe, a Gaza suonano le sirene delle ambulanze», hanno detto i promotori durante la manifestazione. E proprio a queste sirene è stato dedicato un momento simbolico, in cui a Luino hanno suonato campane, fischietti, campanacci e pentole. Un momento di frastuono collettivo, carico di significato: «Che il rumore si possa sentire fino a Gaza: che sappiano di non essere soli».
Alla manifestazione erano presenti anche rappresentanti di alcune amministrazioni comunali del territorio, oltre a diverse associazioni locali. Un segnale di come anche le istituzioni del territorio vogliano esprimere il proprio dissenso e vicinanza alle vittime. La partecipazione, composta e determinata, ha dato vita a un momento di riflessione e solidarietà condivisa.
Gli organizzatori hanno spiegato che l’iniziativa è stata pensata per abbattere un “muro di silenzio”, perché «la verità ha il potere di fracassare il silenzio dei complici e dei vili». La scelta di scendere in piazza a Luino, così come in tante altre città italiane ed europee, vuole essere un messaggio chiaro: “non vogliamo rimanere in silenzio mentre la gente di Gaza muore”.
La serata si è conclusa con un invito a mantenere alta l’attenzione e a continuare a mobilitarsi per la pace. In tanti, ieri, a Luino, hanno scelto di esserci. Di fare rumore. Di disertare il silenzio.
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