Luino | 12 Agosto 2018

Luino, “Su AlpTransit non possiamo lasciar soli a lottare gli amministratori “

Ancora una riflessione sul tema caldo di questo mese di agosto, dopo l'incidente tra un treno merci e un camion avvenuto a Ternate pochi giorni fa

AlpTransit e la linea Cadenazzo-Luino-Gallarate continuano ad essere un tema molto caldo in tutti i comuni dove insiste il tratto ferroviario.

Così che dopo le perplessità evidenziate da Buonfino e la pronta risposta del vicesindaco di Castelveccana, Luciano Pezza, e dell’assessore ai Trasporti luinese, Alessandra Miglio, a prendere posizione giovedì è stato il gruppo locale del Movimento Cinque Stelleattraverso un comunicato stampa dell’attivista Giorgio Bosoni.

Ieri, invece, a tornare sull’argomento è stata ancora l’assessore luinese Alessandra Miglio, che ha sottolineato ancora una volta quanto fatto in questi anni da parte delle amministrazioni del territorio, soprattutto dal comune di Luino.

Ecco, però, oggi una nuova riflessione, da parte di Paolo Buonfino, sulla linea che insiste su tutto il territorio luinese.

Si parla di turismo e politica dei trasporti ma una politica del territorio, da noi, non esiste. Nel nostro Paese le strutture amministrative non rappresentano realtà territoriali omogenee; né i comuni, né le province e, talvolta, nemmeno le regioni sono attrezzati per realizzare politiche a medio lungo termine. Ad esempio, manca un’entità progettuale e decisionale del Lago Maggiore. E se vogliamo parlare di territorio e di politica dei trasporti dobbiamo, oggi, pensare ad AlpTransit.

AlpTransit. Bella l’idea, approvata con una serie di referendum già dal 1992, per consentire la riduzione del 25% del traffico su gomma che attraversa la Confederazione. Da noi chiedere agli interessati se sono d’accordo non si usa e gli Svizzeri, notoriamente precisi, hanno immediatamente iniziato le operazioni con un budget approvato (anche dal popolo) di 25 miliardi di franchi. Il primo giugno 2016 è stato inaugurato il tunnel ferroviario del Gottardo, che, con i suoi 57 km, è il più lungo del mondo.

Per terminare l’opera è necessario un altro tunnel, previsto per il 2020, sotto il Monte Ceneri, di soli 15,4 km. Per un primo flusso (Gronda Ovest), che prevede dai 75 ai 100 convogli giornalieri lunghi da 750 a 1000 metri, si è pensato di utilizzare la linea con binario unico che da Gambarogno (CH), via Luino arriva a Laveno per proseguire verso Novara. Con le mie riflessioni non intendo accusare le persone bensì il sistema italiano che è (de-)strutturato affinché non venga presa alcuna decisione. E parliamo di 26 anni di storia (1992-2018). E se poi sarà troppo tardi… pazienza.

Il giornale online della Radio Svizzera Italiana del 25 giugno 2018 recitava: “Un territorio in ‘svendita’, dunque, quello che va da Dirinella fino a Laveno Mombello attraversando Luino, Germignaga, Porto Valtravaglia e Castelveccana, quest’ultima denominata la Portofino del Lago Maggiore”. Lo dicono gli Svizzeri, gli unici beneficiari di questa grande opera che nulla – ma proprio nulla – ci porta; anzi vale la pena di leggere, rileggere e riflettere sulla frase più sopra riportata.

Io non ho inventato niente. Il 6 agosto, ho espresso solo alcune mie riflessioni che fanno seguito a precedenti miei interventi (link 1) e (link 2) dello scorso anno, sempre su questa stessa testata. Lascio agli amministratori il compito di amministrare gli interessi di chi li ha votati. Certamente, però, non possono lottare solo loro.

(Foto © alptransit.ch)

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Una replica a “Luino, “Su AlpTransit non possiamo lasciar soli a lottare gli amministratori “”

  1. Giorgio Bosoni ha detto:

    Grazie Paolo. Ci troviamo pienamente daccordo su tutta la linea. Mancano obbiettivi, progetti e strategie a lungo termine e di ampia visione. Noto anche che almeno lei ha compiuto lo sforzo di informarsi sul tema. E’ stato un piacere leggere le sue parole.

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