15 Aprile 2017

Il sogno: “Perchè non trasformare la linea Laveno-Maccagno in un percorso ciclabile e pedonabile?”

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“Siamo certi che oggi sia troppo tardi per una sana e saggia Politica del Territorio associata ad una sostenibile politica dei Trasporti nel rispetto dell’ambiente, invece di cementificare con sovrappassi e sottopassi le nostre storiche cittadine? Perché non riconsiderate il progetto che nel 2006 ci ha fatto sognare?” Sono queste alcune riflessioni del cittadino luinese Paolo Buonfino.

(Foto © alptransit.ch)

Il sogno: “Perchè non trasformare la linea Laveno-Maccagno in un percorso ciclabile e pedonabile?”. “Il sogno: la trasformazione del percorso ferroviario tra Laveno e Maccagno in un percorso ciclabile e pedonabile con aree di sosta panoramiche attrezzate con panchine, area giochi e perché no, con rivendite di gelato in posizione panoramica e, credo, assolutamente unica. Un percorso forse unico al mondo che riqualificherebbe il litorale. Il sogno si riferiva alla scelta di una delle opzioni presentate nel 2006 con lo studio di fattibilità commissionato alla ProIter di Milano, che prevedeva la realizzazione di una nuova tratta ferroviaria tra Laveno e Vezia lontano dalla costa e, come si usa da tempo, a doppio binario. Invece no, il sogno svanisce e subentra l’incubo.

Dei progetti alternativi al percorso ferroviario attuale non si parla più e credo siano solo serviti a far sì che per una decina d’anni non si pensasse al problema. Ora saremmo fuori tempo e costretti ad accettare l’ineluttabile. E chissà quanto sono mai costati questi meravigliosi progetti. Ora si parla solo di problematiche secondarie così da non dover mettere in discussione la sostanza. Si discute del transito di eventuali carichi pericolosi, ma chi sa per certo cosa trasportano i circa settanta convogli che transitano già oggi attraverso i nostri Paesi? E’ certo importante un controllo reale del carico, ma i nostri Comuni non potranno essere in grado di provvedere né per mezzi né per autorità. Si parla di sottopassi e sovrappassi nelle nostre cittadine, di una ventata di violenta cementificazione dei centri che si affacciano sul lago, località con una toponomastica che certo non prevede grandi spazi e consente facili viadotti sotterranei. Che si intenda replicare il geniale sovrappasso delle Nord a Laveno?

Credo invece sia fondamentale per un sano e reale sviluppo del territorio fare sì che i cento chilometri giornalieri di pesantissimi treni merci portacontainer non passino lungo la costa del nostro Lago. E’ forse una battaglia persa ma sento il bisogno di ribadire che nessun sviluppo potrà esserci per la nostra costa se non si allontanerà frastuono e vibrazioni dal lungo lago e dai centri abitati. Non si tratta di addolcire la pillola ma di provvedere adeguatamente (LACA, ferrovia a doppio binario nell’entroterra) così da restituire vaste aree della cosiddetta ‘Costa Fiorita’ alla natura ed ad una sana politica del Territorio.

Signori Svizzeri che nell’impresa, a seguito di tre referendum popolare avete investito oltre 25 miliardi di franchi, non credete sia una pazzia utilizzare una linea realizzata nel 1882 per un traffico così pesante e a binario unico? Cosa succederà quando qualche frana dovesse interrompere il flusso di un centinaio di convogli lunghi anche un chilometro? Come giustificherete ai vostri Cittadini di aver accettato che il vostro Progetto si basasse su una tratta così critica? Un così formidabile investimento a favore dell’ambiente (Svizzero) non dovrebbe generare un disastro ambientale ai confini del vostro Paese, il nostro territorio. E con quale contro-partita?

Non è mai troppo tardi per una sana e saggia Politica del Territorio associata ad una sostenibile politica dei Trasporti nel rispetto dell’ambiente. Invece di cementificare con sovrappassi e sottopassi le nostre storiche cittadine perché non riconsiderate il progetto che nel 2006 ci ha fatto sognare? In Svizzera il progetto è stato favorevolmente sottoposto a tre referendum popolari (1992, 1994 e 1998) ma qui da noi non si usa così. Non ci resta quindi che ricordare ai Signori Amministratori in Regione e dei Comuni che a voi abbiamo affidato il territorio. Delle vostre azioni o delle non-azioni siete e sarete i responsabili. Non ci resta quindi che pregarvi di agire a favore del nostro territorio e ripensare al futuro di questa terra ed alla grande occasione, il Sogno di cui sopra, che potreste donare a noi ed ai nostri figli”.

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