È arrivata in redazione una lettera su AlpTransit, con alcune interessanti riflessioni. A scriverlo è Paolo Buonfino, che sottolinea ed evidenzia quanto ci sarebbe da riflettere su questo progetto, soprattutto sulla tratta Laveno-Luino-Maccagno, domandandosi e domandandoci: “Perché gioire per il passaggio di novanta treni circa al giorno? Alcune riflessioni sul grande progetto svizzero ovvero: come, quando e quanto (ci costerai)?”.

(laregione.ch)
Alptransit: “Più che un rinascimento, un vero e proprio harakiri”. In una lettera giunta in redazione Paolo Buonfino parla apertamente della questione AlpTransit, il progetto che da tempo fa discutere su tutto il nostro territorio, sia in bene che in male. Le preoccupazioni girano attorno a svariati punti, tra i quali la presenza di un unico datato binario ferroviario lungo la linea Laveno Mombello-Luino-Cadenazzo che, all’avviamento del progetto, dovrà sopportare il passaggio di numerosi convogli merci.
“Che i nostri vicini della Confederazione portino avanti un’attenta e preveggente politica del territorio è certamente apprezzabile – si legge nel testo di Buonfino -. Ridurre il numero di autoarticolati che attraversano la Svizzera provenienti da Italia e Germania e viceversa è l’obiettivo per il quale la Confederazione sta lavorando da tempo. Tornando a noi, che siamo dall’altra parte del confine, tra Laveno Mombello, Luino e Maccagno, sinceramente non capisco perché si dovrebbe gioire all’imminente passaggio di circa 90 convogli giornalieri dalla lunghezza di 750m. Ricordiamo che la ferrovia Laveno Mombello-Luino-Cadenazzo è tuttora a binario unico e, salvo alcuni accorgimenti sulla sicurezza, è quella di almeno 100 anni fa. La linea si sviluppa lungo un costone roccioso che spesso si è dimostrato cedevole e numerosi sono i passaggi a livello che attraversano i nostri centri, in particolare a Luino.
Si parla di ‘sotterrare’ tali passaggi ma nulla si vede all’orizzonte. E’ però annunciata l’interruzione, dall’11 giugno e per sei mesi, del collegamento ferroviario Laveno-Luino-Cadenazzo al fine di rimodellare le gallerie esistenti così da permettere il passaggio dei voluminosi container imbarcati sui convogli. Tanto peggio per le continue vibrazioni che solleciteranno ancor di più gli edifici dei paesi attraversati. Per i pendolari no problem, a Laveno così come a Milano e dintorni ci andranno in torpedone e zitti tutti.
Ma la famigerata Gronda Ovest che fine fa? Dove è finita? Considerata l’assurdità di utilizzare il materiale rotabile attuale lungo il Lago Maggiore, inizialmente i tecnici avevano formulato tre ipotesi denominate LACA, LUVE e LAVE.
– LACA: un nuovo tracciato all’interno principalmente in galleria per collegare Laveno-Luino-Cadenazzo. L’Italia avrebbe dovuto accollarsi i 12,5 chilometri da Laveno a Luino mentre la Svizzera avrebbe coperto il resto dei costi.
– LUVE: avrebbe collegato Laveno con Vezia (CH) passando per Luino, da Luino a Vezia in galleria.
– LAVE: avrebbe collegato Laveno con Vezia saltando Luino ed attraversando la Valcuvia.
Il tunnel del Monte Ceneri verrà terminato il prossimo anno e si prevede di renderlo operativo nel 2019. Ho il tremendo sospetto che si voglia dare una ‘riverniciata’ alla linea attuale riversando sulla stessa ancora più convogli. O mi sbaglio? E se mi sbaglio quale soluzione si è scelta e, soprattutto, quando inizieranno i lavori? Permettetemi di aggiungere che non capisco quelle personalità che associano AlpTransit ad un rinascimento turistico del Territorio Varesino. Sarebbe tremendo che per risolvere un grave problema ambientale dei nostri Vicini si debba accettare di distruggere ogni potenzialità di rinascita turistica del Territorio. Più che un rinascimento un vero e proprio harakiri”.
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