Luino | 9 agosto 2018

AlpTransit, “La Luino-Gallarate non al passo con gli svizzeri, noi tagliati fuori dal confronto”

Con una lettera firmata da Giorgio Bosoni gli attivisti del M5S prendono posto all'interno del dibattito. "In autunno nuovi incontri con i cittadini"

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Lo scambio di opinioni tra il lettore Paolo Buonfino e gli amministratori da lui chiamati in causa sul futuro di AlpTransit, ha stimolato nelle ultime ore l’intervento di una terza fazione particolarmente attiva per quanto concerne il tema delle grandi opere, sia a livello locale che nazionale.

E’ così che dopo le perplessità evidenziate da Buonfino e la pronta risposta del vicesindaco di Castelveccana, Luciano Pezza, e dell’assessore ai Trasporti luinese, Alessandra Miglio, a prendere posizione è ora il gruppo locale del Movimento Cinque Stelle, attraverso un messaggio dell’attivista Giorgio Bosoni recapitato alla redazione.

Dalla linea dei pentastellati emerge quindi con forza la necessità di stabilire un confronto vero, tra cittadini e politica, in merito alle forme con cui AlpTransit inciderà realmente sulla vita quotidiana del territorio. Un processo che, stando alle parole dell’autore, sarebbe stato negato, nel corso degli ultimi anni, da un atteggiamento di chiusura e di scarsa considerazione messo in atto proprio delle istituzioni locali.

Dietro tale considerazione, ritenuta inoltre la causa di un basso livello di interesse e consapevolezza dei cittadini rispetto al tema, si agita però la volontà di rinnovare la proposta di partecipazione e scambio di idee, a cominciare dai numerosi progetti messi a punto negli ultimi anni mediante studi e collaborazioni con esperti del settore. I progetti, solo accennati nella lettera che riportiamo di seguito in forma integrale, sono pertanto associati  alla richiesta, rivolta a tutta la comunità dell’area lacustre, di prendere parte ai nuovi incontri pubblici sul futuro della linea, che si terranno a partire dal prossimo autunno.

Prendo spunto dalle osservazioni del signor Buonfino per riflettere sullo stato attuale dello sviluppo del progetto AlpTransit. Per tre anni, noi attivisti del Movimento 5 Stelle, ci siamo impegnati innanzitutto per capire cosa fosse AlpTransit, per scoprire quali motivazioni avessero spinto la Confederazione Elvetica ad impegnare 26 miliardi di franchi per realizzare un’infrastruttura unica al mondo nel suo genere. Per comprendere i suoi intenti.

L’accoglienza ricevuta dall’ambiente istituzionale, e dalle forze politiche di rappresentanza locale, fu scontata: le nostre istanze furono recepite e relegate tra le chiacchiere da bar di perdigiorno, guastafeste e ‘caciaroni’. In sordina, esternamente agli spazi istituzionali, e con qualche inaspettato sabotaggio, ma in sincronia con i nostri rappresentanti regionali, iniziammo ad organizzare eventi informativi per la cittadinanza, prendendo contatto con i comitati civici che spontaneamente nascevano, in seguito alle reticenze di chi pretendeva di saperne.

Inutile dire che i cittadini non mostrarono il benché minimo interesse. Comprensibile dal momento che l’informazione nel nostro paese aveva accuratamente taciuto le reali implicazione sulla Lombardia di quattrocento treni al giorno che sarebbero arrivati dal nord Europa. Duemila tonnellate a treno, tra i sei e gli otto  milioni di tonnellate all’anno di sostanze pericolose che avrebbero attraversato la regione. Con circa un centinaio di questi treni che avrebbero attraversato Luino e tutti i paesi lacustri fino a Laveno, e in seguito fino a Gallarate e Novara.

Raccogliemmo e analizzammo dati e studi universitari, leggi nazionali ed europee, visualizzammo centinaia di documenti e filmati, partecipammo a convegni sul tema ferrovie e trasporti ma, soprattutto, studiammo il piano di emergenza della Protezione Civile, predisposto dal Ministero dell’Interno per ogni singola realtà locale. Le preziose informazioni che ne ricavammo, servirono innanzitutto a farci un’idea di come si stesse evolvendo il concetto di ‘trasporti’ all’interno dell’Unione Europea.

Trasportare merci e persone su rotaia è il più sicuro e sostenibile futuro per tutti. Vero e condivisibile, ma un’opera in quanto tale va progettata e realizzata. Questo hanno fatto gli elvetici: nuove esigenze di trasporto, nuove linee per l’alta capacità (enormi treni merci da duemila tonnellate) e per l‘alta velocità (treni passeggeri che attraverseranno il tunnel del Gottardo a 250 km/h).

Il ‘corridoio 24’ del sistema di linee ferroviarie accessorie, prevede che la esistente ferrovia litoranea, da Cadenazzo a Gallarate – Novara, passando per Luino e Laveno, sia collegata a Genova e Malpensa, ma solo per le merci. Il famigerato corridoio Rotterdam – Genova per unire i due porti europei: il ‘Nuovo Piano di Trasporti Europeo’ siglato dagli otto stati membri a Lisbona del 1994.

La Svizzera, prevedendo un aumento delle spedizioni fino al milione e duecentomila unità annue (studio del professor Lanfranco Senn dell’Università Bocconi, per l’ufficio Federale Trasporti), che da qua al 2025 attraverseranno il territorio federale, ha concepito già in fase progettuale una rete intermodale di supporto, dedicata a trasporti locali su rotaia. Meno mezzi pesanti sulla strada, migliore accesso alla zona turistica del Canton Ticino e dei laghi, a vantaggio dei visitatori che arriveranno in metà tempo dal nord Europa.

Sarebbe davvero una grande opportunità per il nostro turismo, se venisse inserito in un piano di trasporti più generale e connesso con le nuove incipienti realizzazioni del Ticino, che in caso contrario si fermerebbero al confine, come già succede oggi con il trenino di Ponte Tresa. Diminuirebbe l’impatto dei mezzi a motore sulle comunità residenti, ma anche sulla viabilità secondaria cantonale, con il trasporto di milioni di persone tra le regioni a cavallo del confine. Il tutto se noi potessimo annetterci al progetto.

A Luino non abbiamo una linea dedicata, ma solo una vecchia linea a singolo binario, costruita quando la merce più pericolosa trasportata era il carbone. Dal 2020, quando le opere di adeguamento avranno termine (non è garantito), dopo i collaudi di cui non si sa nulla, nonostante la riapertura della tratta ai treni in seguito ai sei mesi di chiusura dello scorso anno, saranno circa cinque milioni all’anno le tonnellate di merci pericolose, in trecento varianti, che attraverseranno i nostri villaggi. Quindi, per noi dei comuni lacustri, potrebbe rivelarsi un vero disastro in termini di offerta turistica e per l’economia dell’accoglienza.

Abbiamo soluzioni e proposte che, oltre a consentire di sviluppare e sfruttare al massimo il potenziale di AlpTransit, miglioreranno la qualità di vita anche dei cittadini italiani, oltre che gli affari degli spedizionieri europei.

Alcuni operatori del settore ferrovie, anche se i dati sono ufficiosi, stimano che il volume economico delle merci trasportate annualmente, sulla linea lacustre, sarà di venti miliardi di euro (stima per difetto, secondo fonti accademiche), mentre per le opere compensative si sono stanziati, tra Regione e Rete Ferroviaria, 30 milioni ‘una tantum’.

Dal prossimo autunno riavvieremo incontri con le popolazioni dei comuni interessati, in collaborazione con Comitati Civici e con la rete dei nostri attivisti. Invitiamo caldamente tutti i cittadini, gli amministratori, i tecnici e soprattutto coloro che fino ad oggi hanno osservato superficialmente, o non si sono minimamente interessati delle cosa, a partecipare. Noi proposte e idee, determinate da attenta e oggettiva analisi dei dati e delle prospettive, ne abbiamo da proporre.

La nuova Comunità Montana, che si spera risorgerà più coesa e libera da logiche politiche rispetto al passato, dovrà diventare l’espressione di una visione della gestione dei nostri territori proiettata verso quello che ormai si delinea come l’ineluttabile futuro: tutte le decisioni e i progetti di sviluppo dovranno convergere e integrarsi su funzioni di base che dovranno inevitabilmente prevedere l’assoluta tutela e salvaguardia ambientale. Da questi paradigmi si dovranno creare i presupposti giuridici e legislativi che serviranno a sviluppare nuove forme di produttività ed economia.

Perché il prodotto che vendiamo ai turisti è il nostro ambiente. Siamo ottimisti noi di Luino, perché le idee non sono ideologie e i dogmi vengono costantemente superati dall’evoluzione del sapere.

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