Maccagno con Pino e Veddasca | 30 Giugno 2022

Maccagno, “Idea Comune”: «Irregolarità elezioni, consigliere incompatibile con il suo ruolo»

Compagnoni, Dal Lago e Cappai si autosospendono fino a quando non sarà preso un provvedimento. Il sindaco: «Dispiaciuto, ma sarà il consigliere a decidere cosa fare seguendo la sua coscienza»

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In una nota inviata al Comune di Maccagno con Pino e Veddasca, al sindaco Fabio Passera, al segretario comunale Ottavio Verde e al capogruppo di “Impegno Civico” Mara Piazza, i consiglieri comunali di “Idea Comune”, Davide Compagnoni, Marco Dal Lago e Antonello Cappai, tornano ad affrontare il delicato tema relativo alle elezioni amministrative del 2019, nelle quali avevano riscontrato «gravi anomalie durante il ballottaggio», inviando i documenti in Procura a Varese.

Ad un mese dalla pubblicazione di articoli di stampa circa lo stato dei procedimenti penali pendenti nei confronti di un Presidente di seggio (pro sindaco uscente dell’ex Municipio di Veddasca), di un funzionario comunale e di un consigliere comunale (uscente e rieletto) – in ragione della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica di Varese nonché dalla conferma, in sede di udienza preliminare, dell’inquadramento giuridico delle condotte contestate dal Pubblico Ministero – il gruppo guidato da Compagnoni ritiene doveroso esprimere alcune considerazioni.

«Dopo aver sottoposto al consiglio comunale del 23 settembre 2019, ad ore 18.30 – tenutosi straordinariamente in sessione segreta e senza redazione di alcun verbale – tutte le gravi vicissitudini elettorali già denunciate, ci siamo attenuti alla consegna del riserbo. Lo abbiamo fatto nel rispetto delle previsioni del regolamento del Consiglio Comunale e dello statuto, delle indagini secretate svolte dalla Procura della Repubblica, per nostra personale compostezza e per spirito di responsabilità -. Nel corso dei mesi ed ormai degli anni che si sono susseguiti, abbiamo unicamente appreso l’inevitabile apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del funzionario responsabile dell’Ufficio Elettorale e, solo qualche giorno fa, la di lui esautorazione da tale specifica mansione», esordiscono i tre consiglieri di minoranza.

«Nessuna iniziativa “comunale” di natura politico/amministrativa è stata invece intrapresa nei confronti del consigliere comunale implicato; che è rimasto li al suo posto, come se non avesse fatto alcunchè – proseguono Compagnoni, Dal Lago e Cappai -. Le predette “anomalie”, tutte documentate, si sono rivelate sin da subito di una gravità senza precedenti. Tantomeno in quei Comuni che ritengono di improntare la propria azione amministrativa su pregnanti valori etico-politici e sui fondamentali principi portati dalla Carta Costituzionale. Ci permettiamo di rammentare, infatti, come la procedura elettorale sia uno dei momenti più delicati, formali ed importanti della vita di ciascun Comune; da sempre, infatti, si compone di una tassativa serie di atti e “passaggi” particolarmente rigorosi, finalizzati alla corretta estrinsecazione del principio della perfetta rappresentatività democratica dei soggetti eletti».

Ora, a distanza di tre anni dalle elezioni (compreso il turno di ballottaggio, stante la parità assoluta riscontrata ad esito della “tornata ordinaria”) venuta meno la stringente consegna del riserbo, il gruppo di minoranza ritiene «inaccettabile che non sia stato assunto – né dal consigliere stesso, né dal capogruppo di Impegno Civico, né dal sindaco — alcun provvedimento di natura politico/amministrativa. Riteniamo, infatti, ineluttabili le dimissioni irrevocabili del consigliere in questione, o altro provvedimento analogo».

«Non è tollerabile, in un simile contesto, attendere gli esiti dei processi penali, di cui rimaniamo comunque spettatori incuriositi – vanno avanti i consiglieri di “Idea Comune” -; così come non è basilare, in ambito comunale, capire se tali condotte, abbiano o meno, rilevanza penale (il cui accertamento definitivo, peraltro, è destinato a tempistiche che andranno ben oltre la corrente legislatura). Infatti, l’intero consiglio ed il sindaco, hanno a disposizione, ormai da anni, tutti gli elementi utili per assumere doverose determinazioni politiche in relazione a quelle irregolarità documentali con cui si è “preso in giro” l’intero elettorato; compresa quella parte che ha votato l’Amministrazione in carica».

«Risulta evidente come tali condotte rendano insostenibile e siano di fatto incompatibili – affermano ulteriormente Compagnoni, Dal Lago e Cappai -, con il ruolo elettivo di consigliere comunale nonchè di importante membro della “maggioranza” al governo del paese. Non v’è molto altro da aggiungere. Se non che ci saremmo aspettati che il Sindaco ed i colleghi di “maggioranza”, facessero a gara per affrancarsi immediatamente da tali incresciosi accadimenti e fossero i primi a considerare intollerabile la permanenza in consiglio del loro collega di lista; ma dobbiamo prendere atto che cosi non è stato».

«Rileviamo, inoltre – dichiarano ancora -, come ogni tentativo di minimizzare gli accadimenti, magari attraverso appelli di comodo al principio di non colpevolezza, ancorché umanamente comprensibile, risulti nei casi di specie davvero fuori luogo. Di nessuna utilità, poi, provare a fare la conta “a posteriori” di quali e quanti documenti elettorali siano stati effettivamente manipolati fra la tornata “ordinaria” e quella di ballottaggio, nel laconico tentativo (forse più politico che tecnico) di dimostrare che “… comunque gli esiti del ballottaggio sarebbero stati gli stessi”».

«Il tutto, senza nemmeno considerare — ad esempio – come le anomalie verificatesi al seggio di Veddasca abbiano inciso direttamente sulla regolarità della “tornata ordinaria” e non del successivo ballottaggio, resosi poi necessario – continuano Compagnoni, Dal Lago e Cappai -. Dobbiamo, invece, constatare con profonda amarezza e costernazione, come qualcuno, nell’evidente sforzo di favorire una delle due liste in competizione — finanche dopo la parità della “tornata ordinaria” — facendo conto sulla propria qualifica e su dati sensibili (di cui nessuna delle due liste avrebbe potuto avvalersi) abbia inteso “forzare pesantemente la mano”, non esitando a porre in essere condotte più che azzardate ed obiettivamente scorrette; in violazione (perlomeno) dei più elementari principi e valori civici. Proprio quei principi e quei valori che poi magari si vorrebbero trasferire ai nostri neo diciottenni, o al Consiglio Comunale dei Ragazzi».

«A fronte di tale situazione, comunichiamo che fino a quando non verrà assunto alcun provvedimento politico/amministrativo dal o nei confronti del Consigliere coinvolto – sgombrando il campo da qualsiasi avvallo/tolleranza di siffatte condotte – procrastineremo la nostra (parziale) autosospensione dalle prerogative di consiglieri d’opposizione, disertando le sedute del Consiglio Comunale; riservandoci, in difetto di tempestivo riscontro, di valutare ulteriori prese di posizione politico-amministrativo», concludono.

Ad intervenire, rispondendo alla presa di posizione della minoranza, è direttamente il sindaco Fabio Passera: «Sono dispiaciuto per questa situazione, lo dico francamente. Posso solo dire che le responsabilità personale, appunto, sono personali. Io sono qui a fare il sindaco, cerco di fare il meglio possibile, impegnandomi tutti i giorni, tutto il giorno. Le dimissioni di un consigliere sono un atto personale, io non posso imporgli le dimissioni. Il confronto che c’è stato poi tra me e il mio consigliere appartiene alla sfera dei rapporti personali, fermo restando che il Comune parla per atti, ma sarà lui a decidere cosa fare, seguendo la sua coscienza».

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