Maccagno con Pino e Veddasca | 13 Agosto 2019

Caos a Maccagno, “Gravi anomalie per il ballottaggio, inviati documenti in Procura”

I consiglieri Compagnoni, Dal Lago e Cappai informeranno anche il Prefetto. "Alla luce di questo si dovrebbero dimettere tutti". Passera: "Sono sereno"

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“Mai – e lo ribadiamo profondamente provati ed amareggiati – mai, avremmo ipotizzato di trovarci costretti ad indire una conferenza stampa per rendere pubblici dei fatti davvero gravi che non avremmo (neppure lontanamente) pensato potessero verificarsi nel nostro Comune”.

Inizia così la conferenza di questa mattina, martedì 13 agosto, indetta dal gruppo di minoranza “Idea Comune” e dai suoi consiglieri comunali Davide Compagnoni, Marco Dal Lago e Antonello Cappai, che hanno letto un lungo comunicato stampa in cui hanno raccontato quanto raccolto, con documenti e prove alla mano, e avvenuto nel periodo tra il pareggio choc del primo turno, domenica 26 maggio, e il ballottaggio del 9 giugno, che ha visto Fabio Passera vincere le elezioni amministrative appunto contro Compagnoni.

“Purtroppo – spiega Compagnoni -, nel periodo intercorrente fra l’esito di parità della tornata elettorale del 26 maggio (ancora sub judice in virtù del ricorso elettorale pendente innanzi al TAR Lombardia di Milano) ed il conseguente turno di ballottaggio del 9 giugno, sono state poste in essere delle ‘condotte scomposte‘; non solo censurabili in ambito etico-politico ma addirittura – come emerso nelle ultime giornate – che potrebbero assurgere a rilevanza penale“.

Condotte non casuali, che – come abbiamo esposto nelle denunce-querele presentate presso la Procura della Repubblica di Varese – contribuirebbero a delineare ipotesi di reato di natura diversa e riferibili a soggetti diversi, ma che come leitmotiv parrebbero proprio accomunate dal dover assicurare (a tutti i costi) la vittoria elettorale della lista “Impegno Civico”, continua ancora l’avvocato maccagnese.

Di seguito una breve sintesi di quanto accaduto, riportata dai tre consiglieri Compagnoni, Dal Lago e Cappai.

Dapprima, lo scorso 30 maggio incontravo un elettore che ha partecipato attivamente alla campagna elettorale pro “Impegno Civico” – spiega Compagnoni -, il quale dichiaratosi deluso dal mancato rispetto di promesse ricevute e dal mancato (ri)coinvolgimento ad esito dei risultati elettorali incerti del 27 maggio, si sentiva – a quel punto – “libero” di “offrire” a me ed alla nostra lista, il voto di 25 persone, di cui asseriva di avere il controllo personale. Il tutto, a condizione che riuscissi sostanzialmente a prestargli nel breve 4.500 euro di cui necessitava.

A fronte del mio diniego l’interlocutore mi rappresentava il suo rincrescimento “accorato”, specificando – nel lungo colloquio intercorso – che con quei “suoi 25 voti” sarebbe stato “l’ago della bilancia” e che io, di fatto, “dipendessi da lui”. Inoltre, mi definiva persona ingenua, chiedendomi ironicamente se io fossi (o meno) a conoscenza dei nominativi degli elettori che non si erano recati alle urne il 26 maggio e se avessi ben compreso con chi avevo a che fare. Mi parlava, altresì, di un “sistema comunale” che non avrebbe consentito ad “Idea Comune” di concorrere al turno di ballottaggio “giocando ad armi pari” e che era un peccato che io non mi fidassi di lui.

Il 7 giugno, due giorni prima del turno elettorale di ballottaggio e pertanto, ben prima di conoscere il risultato dello scrutinio, ho notiziato di quanto sopra la Procura della Repubblica, presentando formale denuncia-querela, – continua ancora Compagnoni

Il 6 giugno, nel frattempo, mi recavo presso gli Uffici comunali, in qualità di candidato sindaco di “Idea Comune” chiedendo rassicurazioni al responsabile dell’ufficio elettorale in merito ad alcune voci che mi erano state riportate relative ad ipotesi di anomalie nella distribuzione delle tessere elettorali in vista del ballottaggio del 9 giugno successivo. Neppure a dirlo, venivo confortato e tranquillizzato sulle consuetudini dell’ufficio.

Il 10 giugno ed i giorni immediatamente successivi allo scrutinio, abbiamo analizzato gli esiti del ballottaggio, soffermandoci in particolare sul dato di maggior affluenza (dato ambiguo, poiché di norma nei turni di ballottaggio si riscontra una minore affluenza) e sul divario di voti riportati al seggio numero 4 di Pino, rispetto ai dati della votazione del 26 maggio precedente.

Il 27 giugno – ha dichiarato Antonello Cappai – presentavo e facevo protocollare un’istanza di accesso agli atti per avere certezze, chiedendo copia dei moduli di ricevuta delle tessere elettorali, delle deleghe al ritiro e/o di ogni altro documento attinente la distribuzione alla cittadinanza delle tessere elettorali nei giorni tra il turno elettorale del 26 maggio e quello del ballottaggio del 9 giugno.

Il 24 luglio, previo accordo con il funzionario responsabile, mi recavo presso gli Uffici comunali per visionare gli originali della documentazione cui avevo chiesto di accedere. Subito di primo acchito mi rendevo conto di macroscopiche anomalie e chiedevo mi fossero rilasciate copie di alcuni atti che ho ritenuto immediatamente inquietanti, per poi confrontarmi con Marco Dal Lago, mentre il nostro capogruppo, Davide Compagnoni, si trovava in ferie all’estero.

Dall’esame della documentazione rilasciata ad Antonello Cappai, abbiamo poi, complessivamente rilevato – ha spiegato Dal Lago:

Undici istanze di rilascio di duplicato delle tessere elettorali formulate … “a causa di smarrimento della stessa”, a nome di elettori diversi – tutti o quasi cittadini iscritti all’a.i.r.e. ed elettori del seggio n.4 di Pino – che riportano tutte la medesima firma; sempre la stessa e non quella dei singoli intestatari della domanda. Peraltro, nel retro di ciascuna istanza risulta compilata e riportata la relativa dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e smarrimento, con sottoscrizione mendace – sempre mediante apposizione della stessa firma – cui il funzionario incaricato ha, apposto il timbro e la firma di autentica; attestando falsamente che – come riportato sulla dichiarazione – “… il dichiarante identificato mediante” [numero carta d’identità e data di rilascio di ciascun elettore , evidentemente reperiti ogni volta ad hoc attraverso gli archivi comunali] “… previa informazione sulla responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazione mendace, ha reso e sottoscritto in mia presenza la su estesa dichiarazione”.

Si specifica che la firma (palesemente sempre la medesima) in calce alle predette undici istanze di rilascio di duplicati delle tessere elettorali ed alle relative dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà e smarrimento, risulterebbe essere quella autografa propria di un consigliere comunale in carica (di “Impegno Civico”), già consigliere nella precedente maggioranza Passera.

Inoltre, sussistono anche alcune fotocopie di tessere elettorali sottoscritte, per (presumibile) ricevuta di consegna, rilasciate dagli Uffici comunali in assenza di alcuna delega, tra le quali:

due ancora con (verosimile) sottoscrizione del medesimo consigliere comunale di cui sopra (sebbene siano tessere intestate a terze persone).

due con (verosimile) sottoscrizione di un prosindaco di un ex municipio del nostro Comune (anche qui, sebbene siano tessere intestate a terze persone).

Anomalie anche per altre otto sottoscrizioni per ricevuta di tessera elettorale a firma leggibile di un’elettrice di Pino, ma sempre intestate a terze persone e per sei semplici copie di tessere elettorali prive di alcuna firma e/o data di ricevuta.

Detto questo, ci domandiamo se tali pratiche – che tralasciando ogni eventuale implicazione giudiziaria, non possono che ritenersi inaccettabili – siano state fini a sé stesse oppure, costituiscano un tassello di un “disegno” più ampio. Infatti, per completezza di esposizione, sintetizzo un breve ma significativo inciso.

Al turno del 26 maggio, presso il seggio numero 4 di Pino, “Idea Comune” riportava 63 voti, superando “Impegno Civico” di 8 voti, che infatti si fermava a 55 voti. Nel ballottaggio del 9 giugno, sempre presso il seggio di Pino, “Idea Comune” pur conseguendo 71 voti (8 in più, rispetto al primo turno), si vedeva superare da “Impegno Civico” di 7 voti. In tale occasione, in effetti la compagine del sindaco riportava 78 voti, ben 23 in più rispetto a quindici giorni prima.

Quindi ieri, 12 agosto, abbiamo ritenuto doveroso denunciare anche questi fatti alla Procura della Repubblica di Varese, facendo seguito alla denuncia sporta da Davide Compagnoni il 7 giugno scorso.

Dato il nostro ruolo, non abbiamo potuto esimerci dal denunciare quanto esposto, a tutela e nel rispetto dei nostri elettori, di tutti i componenti di “Idea Comune” e di tutta la comunità maccagnese, intervenendo nell’interesse superiore della legalità e della trasparenza. I nostri cittadini non meritano di subire intrighi di questa gravità.

Anche perché ora temiamo che quanto scoperto possa essere solo la “punta di un iceberg” rispetto ad altri fatti di cui potremmo essere all’oscuro. In effetti, ci chiediamo cosa possa aver spinto un funzionario apicale e pubblico ufficiale, con decenni di stimata esperienza professionale nonché un consigliere comunale di comprovata esperienza amministrativa a rimanere implicati in questa bruttissima faccenda, adottando modalità così sconcertanti.

Forse qualcuno ha ritenuto fondamentale prodigarsi in una sorta di “reclutamento e guida” al ballottaggio nei confronti degli elettori che non avevano votato quindici giorni prima. Il tutto, ricorrendo – molto probabilmente – all’illegittimo utilizzo di dati e strumenti (teoricamente) non accessibili ad alcuno, tantomeno alle due liste concorrenti.

Alla luce della gravità dei fatti rilevati i consiglieri di “Impegno Civico” e tutte le cariche nominate dal sindaco, dovrebbero rassegnare immediatamente le dimissioni. Quelli coinvolti direttamente, per ovvi motivi; avendo leso la dignità dell’istituzione comunale, del proprio mandato, e dei maccagnesi. Quelli estranei ai fatti – speriamo molti – perché non potranno che dissociarsi in termini esemplari da tali deplorevoli condotte, prendendo le distanze da chi le ha poste in essere.

A parti invertite, infatti, noi ci dimetteremmo immediatamente e del resto siamo convinti che i membri di “Impegno Civico” ci avrebbero sollecitato a farlo.

Di certo Fabio Passera non potrà esimersi dall’essere il primo a trarre le doverose conseguenze del caso, dati i fatti oggetto di denuncia ed il risultato del ballottaggio resosi necessario – lo rammentiamo – per l’elezione del solo sindaco; in particolar modo comparando i predetti dati dei due turni elettorali riportati al seggio n.4 di Pino.

E’ un giorno veramente triste per il nostro Comune. Lo dico, lo diciamo, con profonda amarezza – conclude Compagnoni -. Sia chiaro che qui non c’è nulla, ma proprio nulla per essere soddisfatti o per festeggiare chissà che cosa. Ci sono solo incredulità, rammarico e costernazione. Oggi il nostro ruolo di consiglieri di ‘Idea Comune’ è esclusivamente politico- amministrativo ed in quest’ottica deve essere recepito il tenore della presente comunicazione; le eventuali responsabilità penali o di altra natura, saranno oggetto di accertamento presso le sedi competenti. Va da sé che dovremo informare anche il Prefetto e temiamo che l’esposizione di tutti questi fatti possa comportare il commissariamento del nostro Comune (perlomeno sino all’esito del ricorso elettorale pendente innanzi al TAR Lombardia)”.

A margine della conferenza stampa, contattato telefonicamente, il sindaco Fabio Passera è intervenuto in merito: “Questa mattina ero in mezzo ai disastri della tromba d’aria che ha colpito il nostro paese ieri, per questa ragione mi spiace di non essere stato presente alla conferenza della minoranza. In ogni caso sono tranquillissimo, conosco la mia etica ed il mio modo di fare politica. La gente mi ha votato e non mi dimetto da nulla. Se un giudice avrà bisogno di farmi domande io sono qua e risponderò serenamente ad ogni richiesta di chiarimento”.

Dopo la parità e la vittoria al ballottaggio di Passera, sarà un’estate infuocata, quindi, quella che accompagnerà tutta la piccola comunità di Maccagno con Pino e Veddasca alla prima udienza del TAR, che dovrà stabilire o meno la validità o meno di una scheda elettorale, annullata perchè a penna e non a matita copiativa. Appuntamento al prossimo 27 settembre, mentre proseguono le indagini della Procura e si attende il parere del Prefetto di Varese, il dottor Enrico Ricci.

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