Tutte rinviate a giudizio le tredici persone indagate nell’ambito della operazione “Vista Lago”, portata a termine dalla guardia di finanza di Luino nel 2017 e avente come oggetto i presunti abusi edilizi su una serie di appartamenti costruiti a Lavena Ponte Tresa, immobili del valore complessivo di oltre quattro milioni di euro.
Abuso d’ufficio, abuso edilizio e omissioni di atti d’ufficio i principali capi d’imputazione. Tra le persone coinvolte (oltre ai committenti dell’opera, ai tecnici dell’impresa edile che si occupò dei lavori e ad alcuni tecnici comunali), figurano anche l’ex sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni, e l’attuale primo cittadino, Massimo Mastromarino che commenta con queste parole: “Come ho avuto modo di comunicare alla mia maggioranza, mi difenderò dall’accusa di abuso d’ufficio, dimostrando non solo la correttezza ma anche la legittimità del mio operato; confortato da una sentenza successiva del tribunale amministrativo che ha riconosciuto fondato il mio operato. Rimango fiducioso e rispetto l’azione dei giudici”.
L’accusa ruota attorno al tentativo di ottenere vantaggi economici che sarebbe stato messo in atto da chi aveva curato i lavori appoggiandosi agli uffici comunali, al fine di avere l’approvazione ad un aumento delle strutture volumetriche degli edifici, atto che allo stesso tempo avrebbe causato disagi ai condomini per il mancato rispetto di norme igienico sanitarie e per il riconoscimento di una classificazione energetica sovrastimata.
Tre condomini si sono costituiti parte civile. Il procedimento avrà inizio a maggio davanti al collegio del tribunale di Varese.
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