Di seguito la lettera inviata alla redazione da Pietro Roncoroni, ex primo cittadino di Lavena Ponte Tresa, dopo la sentenza che ha chiuso il processo per i presunti abusi edilizi nella costruzione del Condominio Petra.
Processo in cui Roncoroni era imputato insieme all’attuale sindaco, Massimo Mastromarino. Entrambi sono stati assolti dal Tribunale di Varese. Roncoroni era accusato di omissione di atti d’ufficio, Mastromarino di abuso d’ufficio. Per i dettagli, cliccare qui.
Gentile Redazione,
ho letto l’articolo pubblicato su Luinonotizie relativo alla chiusura del Processo “Petra” che ha segnato sette anni della storia cittadina di Lavena Ponte Tresa ed un brutto capitolo per le persone loro malgrado coinvolte.
Per doverosa completezza d’informazione non posso esimermi dal ricordare come l’intera vicenda abbia preso avvio in piena campagna elettorale e che proprio l’allora capogruppo della minoranza Massimo Mastromarino, non curante della correttezza, lealtà e onestà dell’Ente ha presentato l’esposto sul quale si è basato il processo appena concluso, travolgendo tutti, tecnici e amministratori, gettando dubbi (ed è un eufemismo) sul sindaco Roncoroni, sugli assessori, i consiglieri e i tecnici comunali.
L’obiettivo di vincere le elezioni del 2016 veniva raggiunto dal Mastromarino mentre il sottoscritto doveva spiegare a molti concittadini, senza certezza di essere creduto, che tutta la vicenda non avesse fondamento, come poi il processo ha evidenziato. Il paradosso si è manifestato quando l’amministrazione guidata da Mastromarino ha proseguito e concluso l’iter procedurale della Convenzione e del Permesso di Costruire del Condominio Petra, tanto osteggiato in campagna elettorale e che gli è valso come un boomerang l’ingresso nell’azione penale dallo stesso caldeggiata.
Dopo nove anni si è chiusa una dolorosa vicenda per i miei colleghi amministratori, per i tecnici comunali (entrambi assolti) e per il sottoscritto, assolto con formula piena per l’unico capo d’accusa rimasto a mio carico, riferito a fatti successivi al termine del mio servizio amministrativo e per i quali è stata finalmente accertata lo scorso 19 settembre la mia completa estraneità.
Ho creduto doveroso ricordare in questo momento le origini dell’intera vicenda che lo stesso Mastromarino dice di aver ricostruito in aula. E dopo anni di rispettoso silenzio per la doverosa azione processuale, mi permetto di dichiarare pubblicamente a tutti i miei collaboratori, assessori, consiglieri e tecnici comunali dell’Ente che ho avuto l’onore di rappresentare, che la dignità non ci va restituita perché non è mai venuta meno.
Li ringrazio perché in questi anni ho sempre sentito il loro affetto e la loro vicinanza così come ringrazio chi in questi giorni mi ha raggiunto con telefonate, messaggi e congratulazioni.
Un ringraziamento particolare e sentito va ai miei avvocati Vera Dall’Osto e Gianluca Vissi nonché in modo speciale a Vanessa Provini.
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