Varese | 29 Febbraio 2024

Lavena Ponte Tresa, presunti abusi edilizi: «Non ci furono segnalazioni»

Prosegue il processo per le irregolarità del condominio Petra, al centro della "Operazione Vista Lago" condotta dalla gdf nel 2017. In aula l'esame del sindaco accusato di abuso d'ufficio

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La guardia di finanza che nel 2017 stava indagando sui presunti abusi edilizi al condominio Petra di Lavena Ponte Tresa aveva chiesto agli uffici comunali chiarimenti in merito alle irregolarità. I tecnici non avevano segnalato aspetti critici, e il sindaco ne aveva preso atto.

E’ quanto dichiarato dal sindaco stesso, Massimo Mastromarino, durante il suo esame in aula, davanti ai giudici del Tribunale di Varese, nel processo per le presunte irregolarità in campo edilizio e urbanistico relative alla costruzione della struttura residenziale affacciata sul Ceresio.

Processo in cui il primo cittadino deve rispondere di abuso d’ufficio, perché secondo la tesi accusatoria avrebbe favorito il committente delle opere pur essendo a conoscenza degli illeciti. Inizialmente erano state rinviate a giudizio tredici persone, tra cui l’ex sindaco Pietro Roncoroni (accusato di omissioni di atti d’ufficio per non aver disposto il ripristino dei luoghi a fronte dei pareri negativi di Ats sulla situazione igienico sanitaria del condominio), i committenti per la costruzione dello stabile, l’impresa edile che si era occupata dei lavori e tecnici del Comune. Lo scorso mese di novembre, però, la prescrizione ha dimezzato le accuse e contributo a ridurre il numero degli imputati, passato da tredici a sette.

Mastromarino in udienza ha risposto alle domande delle parti, sottolineando che già da consigliere comunale di minoranza, nel quinquennio 2011 – 2016, si era opposto per ben due volte alla convenzione riguardante il permesso di costruire legato alle opere per il condominio Petra, ritenendo che vi fossero aspetti procedurali da rivedere, e che poi, una volta diventato sindaco, aveva ereditato la gestione delle decisioni relative alle criticità igienico sanitarie degli spazi abitativi ora al centro del processo. Criticità su cui si era espresso, per risolverle, un tavolo tecnico. C’erano stati anche dei sopralluoghi, ha ricordato il primo cittadino, aggiungendo che in quella sede le problematiche a livello di norme edilizie non erano di sua competenza.

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