Prosegue l’iter processuale dell’operazione “Vista Lago” che coinvolge tredici persone di Lavena Ponte Tresa nell’ambito di un’inchiesta avviata nel 2017 dalla Guardia di Finanza di Luino che ha portato al sequestro di diciassette immobili tra i quali figura anche un condominio.
Fra gli accusati si trovano non solo il committente dell’opera, i tecnici dell’impresa edile e alcuni proprietari del sopracitato condominio – per il quale si parla della concessione di un’autorizzazione volta ad aumentarne la struttura volumetrica generando, da un lato, un vantaggio per chi aveva commissionato i lavori e, dall’altro, problemi e disagi ai condomini stessi – ma anche alcuni tecnici comunali, l’ex primo cittadino del paese lacustre Pietro Roncoroni e l’attuale sindaco Massimo Mastromarino: le accuse nei loro confronti vanno dal falso e abuso di ufficio all’abuso edilizio e all’omissione di atti di ufficio – secondo quanto riportato da La Prealpina – passando anche dalle minacce ricevute da un inquilino dell’edificio rivoltosi alle istituzioni.
Nel corso dell’udienza preliminare prevista per i primi di ottobre dopo il rinvio avvenuto lo scorso luglio, tre acquirenti del condominio si sono costituiti parte civile, mentre – a quanto si apprende dal quotidiano locale – il Comune di Lavena Ponte Tresa non è stato indicato come parte offesa.
Dal momento, però, che alcuni avvocati della difesa hanno sollevato delle eccezioni sui capi di imputazione, il gup Alessandro Chionna si è riservato di decidere come procedere, aggiornando nuovamente l’udienza a gennaio 2022: all’inizio del nuovo anno, dunque, verrà chiarito chi, dei 13 coinvolti nel processo, andrà a giudizio.
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