Tutti assolti perché “il fatto non sussiste” i cinque imputati del processo per i “bomboloni gpl” che ha coinvolto a vario titolo – con le accuse di abuso d’ufficio, falso ideologico, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e concorrenza sleale – il sindaco di Maccagno, Fabio Passera, il comandante della polizia locale del paese lacustre, un tecnico comunale, un ex amministratore di condominio, oggi in pensione, e un procacciatore d’affari.
Il tribunale di Varese ha accolto nel pomeriggio di ieri le richieste che erano state formulate dal pubblico ministero Giulia Grillo e dagli avvocati della difesa: Paolo Bossi, Corrado Viazzo, Gianluca Vissi e Giovanni Grassi.
La lunga vicenda processuale aveva avuto origine da un episodio avvenuto nel 2013 (qui i fatti nel dettaglio) presso un condominio di Maccagno. Lì, secondo quanto ricostruito dalla Procura, gli imputati avrebbero sfruttato la posizione del primo cittadino – residente in quella palazzina – per risolvere una intricata questione burocratica riguardante il cambio del gestore del gas, motivato da aspetti economici e di sicurezza, e approvato all’epoca durante una riunione tra condomini.
“Affronto sereno questo processo, certo che ne uscirò completamente scagionato. Ma non smetto di svolgere il mio lavoro quotidiano con l’identica grinta e la stessa volontà. Chi crede che questa cosa mi metterà in ginocchio, semplicemente non mi conosce. Io ho una storia alle spalle e un futuro davanti, e a nessuno permetterò di macchiarli. E chi si vergognerà di me, semplicemente non mi meritava”. Questo il messaggio che il sindaco Passera condivise via social network con i cittadini, ormai più di quattro anni fa, dopo aver appreso del rinvio a giudizio. Il tempo e il verdetto dei giudici gli hanno dato ragione.
Il comandante della polizia locale di Maccagno con Pino e Veddasca, Andrea Casali, estraneo ai fatti, ringrazia il suo avvocato, Corrado Viazzo, per il lavoro svolto e per la sua professionalità.
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