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Varese | 23 Giugno 2021

Maccagno, abuso d’ufficio: processo verso la conclusione

Chiusa l'istruttoria dibattimentale del procedimento per i fatti del 2013 relativi allo spostamento di serbatoi gpl da un condominio. Tra gli imputati anche il sindaco

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Si avvia verso le battute finali il lungo procedimento penale che ha portato a processo il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca e altre quattro persone, coinvolte a vario titolo in una vicenda iniziata nel 2013 dagli sviluppi di una ordinaria procedura di carattere burocratico: il cambio del gestore del gas presso un condominio del paese.

L’accusa ruota attorno ad un presunto abuso d’ufficio (ma tra i capi d’imputazione figurano anche concorrenza sleale e falso ideologico) che sarebbe stato commesso nella gestione dello spostamento di alcuni vecchi bomboloni di gpl, appartenenti al condominio e collocati in un magazzino per fare spazio ai nuovi serbatoi in arrivo.

“Lo spostamento avvenne nel rispetto delle norme di sicurezza previste per il trasporto di materiale pericoloso, a seguito di una ordinanza regolarmente emessa dal Comune – ha spiegato in tribunale a Varese l’addetto incaricato per quell’operazione -. Si era inoltre provveduto ad avvisare vigili e carabinieri per chiudere momentaneamente al traffico la strada interessata”.

E’ sulla destinazione di quei bomboloni che si concentrò in sede d’indagine l’attenzione della procura, al fine di comprendere la natura, pubblica o privata, della superficie del magazzino, impiegata come sede provvisoria dei serbatoi.

In principio l’amministratore del condominio si era rivolto ai ventisette residenti per il cambio di gestore. L’uomo stesso – un luinese di sessantasette anni, oggi in pensione e imputato insieme al primo cittadino, ad un tecnico comunale, al responsabile della polizia locale di Maccagno e ad un agente impiegato nel settore delle forniture energetiche – ha ripercorso durante l’ultima udienza le tappe che hanno preceduto l’attività di indagine. “Il vecchio gestore aveva posato due bomboloni non regolamentari, senza autorizzazioni e senza rispettare le dovute precauzioni, a cominciare dal fatto che nella zona non erano stati collocati gli estintori. A seguito di ripetuti solleciti, presi la decisione di muovermi per valutare altre offerte, arrivando poi a proporre il cambio di gestore ai condomini, che diedero successivamente l’ok alla proposta durante un’assemblea. Invitai inoltre l’azienda a venire sul posto per riprendersi i serbatoi”.

Secondo l’amministratore dello stabile i vecchi gestori erano al corrente di tutto ma non presero provvedimenti, salvo poi dichiararsi contrari al posizionamento dei bomboloni presso il magazzino individuato tramite il Comune.

“Affronto sereno questo processo, certo che ne uscirò completamente scagionato. Ma non smetto di svolgere il mio lavoro quotidiano con l’identica grinta e la stessa volontà. Chi crede che questa cosa mi metterà in ginocchio, semplicemente non mi conosce. Io ho una storia alle spalle e un futuro davanti, e a nessuno permetterò di macchiarli. E chi si vergognerà di me, semplicemente non mi meritava”. Questo il breve messaggio che, ormai più di quattro anni fa, il sindaco Passera mandò ai cittadini tramite il proprio profilo Facebook, dopo il rinvio a giudizio.

Chiusa l’istruttoria dibattimentale, nella prossima udienza, in calendario per la fine di settembre, le parti saranno chiamate a concludere. Prima della decisione del collegio presieduto dal giudice Cesare Tacconi (a latere Rossana Basile e Andrea Crema).

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