Luino | 8 Maggio 2020

Luino, “Il Comune vuole acquistare le aree della stazione di proprietà di Rfi?”

I membri della lista "Proposta per Luino" tornano sul tema della rigenerazione delle aree "V Locale" ed "ex Parigine" con ulteriori interrogativi per l'assessore Miglio

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“Nel PGT (Piano di governo del territorio, ndr) abbiamo proposto a RFI (Rete Ferroviaria Italiana) di approntare un masterplan, un progetto intermedio tra il PGT e le autorizzazioni edilizie, perché insieme si possa ragionare e valutare opportunità e scenari di recupero, restauro, rifunzionalizzazione, in una parola, si possa attuare un programma di rigenerazione urbana”. Come si concilia quanto affermato con il fatto che 33mila metri cubi della stazione di Luino siano in vendita, con la procedura del bando pubblico che risulta dal sito “Invest in Italy“, dedicato agli investimenti di operatori in immobili pubblici o privati?

La frase riportata tra virgolette è dell’assessore ai Trasporti Alessandro Miglio, mentre il quesito è dei membri della lista “Proposta per Luino“, che tornano a rivolgersi proprio all’esponente della giunta luinese per ulteriori chiarimenti sul futuro delle aree dismesse della stazione, già oggetto di uno scambio di opinioni tra le due parti dopo la recente approvazione della variante di medio termine del PGT, contenente un ambizioso progetto di rilancio per le aree “V Locale” ed “ex Parigine“, le quali sorgono su una superficie di centomila metri quadri di proprietà di RFI.

La lista di area Pd – che ha condiviso lo scetticismo sul punto già espresso dai consiglieri di minoranza Petrotta e Nogara – alle difficoltà dettate dal carattere strettamente tecnico della materia in oggetto (il rilancio di un sito a cui è connesso anche un patto interreg con il Comune di Gambarogno per la valorizzazione della mobilità sostenibile), che mina una precisa comprensione dei potenziali benefici e viceversa dei punti deboli, non ha mancato di aggiungere una critica per come la maggioranza, guidata dal sindaco Andrea Pellicini, ha scelto di intervenire sulla questione: a pochi mesi dalle prossime elezioni e con decisioni così vincolanti in chiave futura.

l’assessore Miglio, negli scorsi giorni, dopo aver rifiutato le accuse di “disastro territoriale”, avanzate dai consiglieri dem in assemblea, ha suggerito tra le altre cose di riflettere sul ruolo attribuito da RFI (come detto, proprietaria degli spazi) ai luoghi in cui sorgono le stazioni nei grandi centri urbani e nei capoluoghi, dove gli stessi mutano in una “straordinaria occasione per ripensare la città“. La stessa occasione che anche Luino vuole cogliere, in linea con il percorso già avviato nell’area del lungolago e con quello che si intende realizzare tra le vie del centro e in un’altra zona della città ormai prossima ad ospitare un’azione finalmente concreta di riqualifica, quella del Lido e dell’ex area Ratti.

Ma sul fronte della nuova lista che correrà alle prossime amministrative, a pochi giorni di distanza dalle precedenti considerazioni, il tema stazione stimola un nuovo rilancio degli interrogativi già posti dagli esponenti de “L’altra Luino”: perché non è mai stata avviata la richiesta di interesse culturale alla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali? E come si giustifica la quota di rigenerazione del 90% del volume esistente (indicata tra le coordinate del recupero)?

“L’unica spiegazione possibile – si apprende dalla lista nata sotto la regia di Giorgio Ferri, segretario del Pd Luino – è che il Comune abbia deciso di partecipare al bando per l’acquisto. Basta dirlo. Non c’è niente da eccepire su un processo di acquisizioni, purché siano disponibili le (ingenti) risorse necessarie”.

L’ultima domanda che ancora rimane in sospeso a margine dell’approvazione del Piano di governo del territorio, rimarca le critiche già espresse dal gruppo di candidati circa l’accusa di scarso tempismo: “A causa della pandemia viene rimandato tutto, dalle elezioni alle Olimpiadi, non si poteva rimandare un piano così ambizioso, che si aggiunge agli investimenti riguardanti il Lido e piazza Garibaldi? E ragionare invece sugli interventi che saranno necessari per sostenere persone e attività in enorme difficoltà e a rischio chiusura entro l’anno?”.

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