Luino | 13 Marzo 2019

Un progetto per rivoluzionare la viabilità in centro, ecco come potrà essere Luino nel futuro

Presentato ieri il progetto dell'architetto Poloni sulla mobilità dolce e lenta. Grandi novità in vista del futuro, Pellicini: "Coerenza con quanto già fatto"

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Sul versante della viabilità cittadina il progetto illustrato ieri sera, presso l’aula consiliare di palazzo Serbelloni, dove nel tardo pomeriggio si è riunita la Commissione Territorio, ha offerto un ampio spunto di riflessione e di confronto circa le modalità con cui Luino si prepara a reagire alla grande sfida del futuro: l’avvento di Alptransit, come anticipato dal sindaco a gennaio.

La reazione resiliente della città“, non a caso, è il concetto che l’architetto Paolo Luigi Poloni ha collocato alla base delle tavole proiettate e presentate in aula. Un concetto che diventa sinonimo di un’identità forte e di un’immagine precisa, quella del paese lacustre che reagisce alla prospettiva di un cambiamento di rilevante portata e si riorganizza.

Nulla di definitivo per il momento, considerato l’ampio cantiere di idee, tuttora in essere, finalizzato a coniugare urbanistica e regolazione della mobilità sostenibile per rivoluzionare il rapporto di residenti e turisti, ma anche automobilisti di passaggio, con le vie del centro: sia nel contesto quotidiano che in presenza di eventi, spettacoli, feste, concerti e altre manifestazioni di carattere straordinario.

Fulcro del cambiamento, come ha spiegato l’architetto Poloni, è in quest’ottica la piazza Garibaldi, elemento chiave per creare continuità tra le aree già oggetto di recente riqualifica (viale Dante con il parco a lago, piazza libertà e la camminata che conduce al nuovo Palazzo Verbania), e le vie che rappresentano il cuore di Luino, per le quali si riproduce la medesima visione che fa il paio con una lettura meno tecnica e più “filosofica” rispetto al modo di concepire e vivere la città: ripensare la strada come luogo di incontro e di scambio tra le persone, investire sulla superficie pedonale, ridurre lo spazio della carreggiata. Disincentivare il transito con veicoli a motore nelle vie del centro per chi è solo di passaggio.

Più delle parole fanno però le immagini dei rendering, quelle relative a via Vittorio Veneto, via XV Agosto, via Sereni e appunto piazza Garibaldi, circondate dal verde e con l’installazione di nuovi elementi urbani. Ridefinite per agevolare l’accesso alla mobilità lenta e dolce. Dietro alle finalità del piano c’è però il meccanismo “ad anello” che mette in moto concretamente la concezione inedita delle vie di transito per l’entrata e l’uscita dalla città, con l’intento di limitare il traffico nelle vie sopracitate e guardare ad un modello che trae ispirazione dallo scenario del mercato settimanale. Riproducibile non solo in presenza di grandi eventi ma anche negli orari di punta di una qualsiasi giornata lavorativa.

Ecco dunque l’idea di spostare il flusso dei frontalieri in arrivo da Maccagno su via Sbarra, in direzione piazza San Francesco, con inversione del senso di marcia in via Confalonieri (riferimento anche per chi rientra da via Lugano) e poi ancora su via Battisti, per potersi ricongiungere con piazza Risorgimento. Da qui, sfruttando il doppio senso di circolazione in via XXV Aprile, gli automobilisti raggiungerebbero viale Amendola e dunque la rotonda del Marinaio per poi proseguire in direzione Germignaga lasciandosi alle spalle il centro.

Particolarmente significativo, a questo proposito, l’interrogativo posto dal consigliere di minoranza Pietro Agostinelli, per ora senza risposta ma destinato a tornare di grande attualità: “Con l’inversione del senso di marcia in via Confalonieri (nella parte alta del centro storico, ndr) sarebbe possibile evitare la costruzione della bretella in via San Pietro e scongiurare quindi l’esproprio di terreno per la ditta Primi?”.

Se da un lato, come detto, il progetto è ancora lontano dalla sua impostazione definitiva, dall’altro l’amministrazione ha già le idee chiare sull’impronta da attribuire alla tabella di marcia: “Con il progetto dell’architetto Poloni abbiamo sicuramente iniziato a ragionare sul tema – ha spiegato il sindaco Andrea Pellicini in sede di Commissione -. Ci sarà un’assemblea pubblica con la quale presenteremo l’opera ai cittadini e raccoglieremo impressioni, consigli e proposte. Poi si andrà avanti per candidare il progetto ai bandi di Fondazione Cariplo e proseguire in continuità, anche sotto questo punto di vista, con l’ente che ha già contribuito ai finanziamenti per la realizzazione di Palazzo Verbania e del Parco a Lago”.

Ma quale sarà il costo extra per il comune se il piano dovesse funzionare? “300mila euro sono già messi in conto per avviare entro il 2019 il primo lotto, che riguarderà la riqualifica di via Vittorio Veneto o di un’altra delle vie centrali che sono state presentate. C’è una volontà politica – ha affermato ancora Pellicini in conclusione – ed è quella di chiudere il cerchio attorno a quest’area, rendendo anche le vie oggetto di studio più belle e più accoglienti”.

Di seguito le immagini e tutti i dettagli del progetto: tavola 1tavola 2tavola 3 tavola 4.

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