Luino | 3 Maggio 2020

Pd Luino: “La trasformazione dell’area stazione sarà un danno irreparabile per la città”

I componenti della lista "Proposta per Luino" condividono le proposte dei consiglieri Nogara e Petrotta. Numerose le critiche avanzate all'amministrazione Pellicini

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È una lunga analisi quella relativa al Piano generale del territorio elaborata e inviata dal Pd Luino, dopo l’approvazione avvenuta nel consiglio comunale dello scorso 21 aprile in seduta pubblica online, in linea alle disposizioni per evitare il contagio e la diffusione del Coronavirus. 

Il consiglio comunale di Luino ha approvato il Piano generale del territorio (PGT) nella seduta del 21 aprile scorso. Per i noti motivi di sanità pubblica la seduta si è svolta online. Il problema è che è durata oltre sei ore, con lungaggini dovute anche alla novità dell’utilizzo di uno strumento di teleconferenza, e che è molto difficile e faticoso ricostruirla, anche se è disponibile la registrazione completa. Due osservazioni preliminari, prima di entrare nel merito di un punto specifico del Piano, l’area della stazione ferroviaria.

La prima: i requisiti di trasparenza sono rispettati solo formalmente, nella sostanza è difficilissimo capire i pro e i contro delle varie soluzioni approvate. Trattandosi di un documento vitale per il futuro della città, il Comune dovrebbe elaborare un testo tratto dal video e metterlo online a disposizione di tutti. La seconda osservazione è di stile: non è opportuno che una amministrazione uscente prenda decisioni di carattere straordinario così impegnative che definiscono uno sviluppo secondo il proprio limitato orizzonte culturale, che si può sintetizzare così: la città è il centro, le aree periferiche non esistono. Se i cittadini di queste aree dimenticate riuscissero un domani assai prossimo a far sentire la propria voce e chiedessero di uscire dalla condizione di «figli di un dio minore», non si troverebbero le risorse per dare loro ascolto.

Veniamo al punto che riguarda la stazione. Il sindaco Pellicini ha affermato testualmente: “Anche sulle aree dismesse della stazione si potrà investire a fronte della riqualificazione degli storici immobili dello snodo internazionale. Partirà quindi un nuovo processo di sviluppo urbano, con grandi opportunità di investimento per i privati e con considerevoli vantaggi pubblici”.

Purtroppo questo non significa nulla. Le aree «dismesse» sono tutt’ora di proprietà di una società immobiliare, “FS Sistemi urbani” che, come risulta dal loro sito, le ha messe in vendita. Sembra di capire che le opportunità di investimento (di privati?) deriveranno da una riqualificazione degli storici edifici; fatta da chi? Dal Comune di Luino orientato ad apportare migliorie a edifici di proprietà altrui, in modo che possano essere venduti a un prezzo più alto?

Su questo tema i Consiglieri Nogara e Petrotta, di area Pd, hanno formulato cinque quesiti molto seri. Hanno ricevuto (e con loro tutti i cittadini) risposte vaghe e confuse. Si parla di «riassorbimento nel tessuto urbano di aree, spazi, luoghi e volumi dismessi o dismettibili…col riposizionamento di terminal bus e la formazione di parcheggi», di una destinazione d’uso che è «un mix residenziale e attività compatibili», di un «recupero per attività ricettive o di servizi». Tutto questo non può essere definito un piano, ma un insieme di indicazioni confuse e campate per aria che lascia spazio a decisioni occasionali.

Riprendiamo i cinque quesiti:
– la stazione è un edificio storico, costruito con materiali di pregio, è o può essere sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza? E gli altri edifici nell’area?
– Sono già state fatte ipotesi di investimenti sull’intera area o parti di essa?
– Alcune di queste ipotesi sono state già formulate da RFI? Da quali criteri di valutazione si è prevista una “premialità” per l’area pari ad una quota di rigenerazione del 90% del volume esistente?
– Se RFI non procede alla riqualificazione dell’ex deposito il Comune procede in proprio per destinarlo a un uso diverso (nuova sede della scuola media, caserma dei Vigili del fuoco?), va bene, ma a quali condizioni? Che l’immobile venga donato al Comune? È una condizione credibile?
– Quali sono le ragioni di questa valutazione, di questa abbondanza? Immaginate ora quanto verrà rivalutata quest’area, un regalo a RFI che potrebbe mettere in difficoltà anche l’Amministrazione qualora volesse mettere in atto i propositi sopra descritti o se decidesse di trasferire per esempio in quell’area le scuole medie (che avrebbero bisogno di una nuova sede!) o altri edifici o altro di interesse collettivo.

L’amministrazione dovrebbe negoziare per un’area che, dopo questa “premialità”, assumerebbe un valore molto diverso, costringendo ad accantonare tutti gli strumenti legislativi che in questi casi potrebbero favorire l’interesse ed il bene pubblico. un annuncio pubblicato sul sito investinitalyrealestate.com, società del gruppo RFI che illustra chiaramente le loro intenzioni!

La conclusione della Consigliera Nogara ha un tono drammatico: “Spero che vi rendiate conto che ciò che state proponendo si tramuterebbe in un danno probabilmente irreparabile per la città”. Nessuna risposta e approvazione a maggioranza dell’intero Piano.

I componenti della lista “Proposta per Luino” si associano con totale convinzione alle preoccupazioni della consigliera Nogara e chiedono risposte chiare, consapevoli che questi provvedimenti hanno scritto la storia futura della città, lasciando uno spazio minimo o inesistente per future decisioni in aiuto dei cittadini che oggi hanno problemi enormi e diversi dagli investimenti immobiliari.

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