Varese | 23 Gennaio 2019

Abuso d’ufficio in Comunità Montana? Al via il processo sul caso Valcuvia Servizi

Ieri mattina sentiti i testimoni Paolo Enrico e Fabio Felli, all'epoca rispettivamente presidente e vicepresidente dell'ente. Si torna in aula il prossimo 28 maggio

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È iniziato ieri, in Tribunale a Varese, il processo riguardante il presunto reato di abuso di ufficio,  contestato a quattro politici, due tecnici e il liquidatore di Valcuvia Servizi, avvenuto nell’ottobre 2013, per una delibera di giunta della Comunità montana Valli del Verbano nella quale si autorizzavano due contratti, per l’importo di 107 mila euro, per adeguare due accordi in essere sulla raccolta dei rifiuti tra la società partecipata e l’ente stesso.

Coinvolti l’allora presidente Marco Magrini, attuale consigliere provinciale e sindaco di Cassano Valcuvia, insieme ai rappresentanti di Luino, Alessandro Malnati, di Grantola, Silvano Ronzani, di Maccagno, Mauro Fiorini.

Nella giornata di ieri sono stati ascoltati il successore di Magrini, Paolo Enrico, e il suo vicepresidente, Fabio Felli, che hanno risposto alle domande di accusa e difesa per quanto avvenuto. Enrico, infatti, nel 2014, ha bloccato quel contratto, perchè secondo la legge, non poteva essere sottoscritto, facendo due esposti in Procura insieme a Felli: Valcuvia Servizi, infatti, era una società messa in liquidazione.

Ai tempi, però, l’ente guidato dal dottore luinese aveva bloccato 57mila euro dal totale pattuito, a fonte del fatto che, dopo essersi confrontato con il liquidatore, vi fosse il dubbio della reale capacità da parte dei Valcuvia Servizi di offrire i servizi concordati. Così erano nate le indagini da parte della Guardia di Finanza di Luino.

Prima delle dimissioni dell’ex presidente Giorgio Piccolo, all’interno dell’ente, si era avviato l’iter burocratico per capire se fosse il caso di costituirsi come parte civile, chiedendo i danni, ma successivamente non era stata intrapresa nessuna strada in questo senso. La notizia, però, aveva suscitate alcune polemiche, innescate dall’ex assessore dell’ente, Silvano Ronzani, il quale si chiedeva il motivo di questa richiesta, in ritardo di tre anni.

La prossima udienza del processo, invece, con la pubblica accusa sostenuta in aula dal pm Massimo Politi, è in programma il prossimo 28 maggio: in quella data saranno escussi altri sei testimoni.

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