Luino | 7 Luglio 2018

Abuso d’ufficio, Comunità Montana: l’ente si costituisce parte civile e chiede i danni

Dopo l'ordinanza di rinvio a giudizio per l'ex giunta Magrini e due dipendenti, arriva la formale presa di posizione dell'ente guidato dal dimissionario Piccolo

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Probabilmente è uno degli ultimi atti formali della giunta guidata dal presidente dimissionario Giorgio Piccolo che, nella riunione di giunta dello scorso 28 giugno, insieme agli assessori Luciano Pezza, Simona Ronchi e Valerio Peruggia (assente il solo Molinari, ndr), ha determinato la tutela degli interessi della Comunità Montana quale parte offesa nel procedimento penale n. 1044/16 RGNR, costituendosi parte civile e chiedendo i danni.

Le indagini riguardano l’ipotesi di reati relativa all’abuso di ufficio notificata alla giunta che guidava l’ente nel 2014: il presidente era Marco Magrini, insieme ai rappresentanti di Luino, Alessandro Malnati, di Grantola, Silvano Ronzani, di Maccagno, Mauro Fiorini, e di due dipendenti dell’ente. Nel 2014, quando Paolo Enrico era diventato presidente dell’ente, ha bloccato un contratto in essere sulla raccolta dei rifiuti per 107mila euro tra la stessa Comunità Montana e Valcuvia Servizi, la società che gestiva per conto del medesimo ente tutto il comparto relativo ad ambiente e raccolta rifiuti.

Secondo la legge, però, quel contratto non poteva essere sottoscritto, perchè Valcuvia Servizi era una società messa in liquidazione. Da qui, infatti, erano nate le indagini da parte della Guardia di Finanza di Varese. Gli accusati allora non avevano rilasciato dichiarazioni, ma avevano fatto presente che il contratto non era stato stipulato ex novo, ma si trattava di una semplice revisione di quello già in vigore. Oltre a questo la Valcuvia Servizi aveva in gestione, ai tempi, anche la funivia di Monteviasco e, quindi, non sarebbe potuta essere liquidata in poco tempo.

Sorte diversa, invece, era toccata ai Gruppi di azione locale che dipendono dall’ente montano e che sono stati liquidati nel 2016, dopo aver accumulato un disavanzo di amministrazione superiore ai 94mila euro.

Oggi, invece, a causa del procedimento penale, la Comunità Montana Valli del Verbano, acquisito il parere dell’avvocato Irene A. Visconti, finalizzato all’interesse dell’ente, si è costituita parte civile nel procedimento penale.  “Il GUP – si legge in merito alla vicenda Valcuvia Servizi -, nell’udienza tenutasi in data 24 maggio ha emesso ordinanza di rinvio a giudizio, ritenendo che non sussistano, allo stato, elementi tali da poter giungere al proscioglimento, così, implicitamente, attestando che le indagini preliminari contengono elementi sufficienti ed idonei,  fondanti responsabilità penali. Conseguentemente, è stata fissata udienza dibattimentale per il 2 ottobre 2018 dinanzi al Collegio II – Varese”.

La giunta, nell’atto formale, così, ha deliberato di “impegnare l’Amministrazione della Comunità montana Valli del Verbano ad addivenire, entro il termine del 31 agosto 2018 e sulla scorta della documentazione agli atti e di ulteriori elaborati peritali da acquisire, alla determinazione in merito alla costituzione di parte civile ed esercizio di azione civile finalizzata al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti e patiendi, incluso il danno d’immagine, a causa e quale conseguenza dei fatti contestati nel procedimento penale n.1044/16 RGNR”.

Gli scossoni dell’ente, avvenuti in quest’ultimo mese, tra polemiche e scontri che hanno portato alle dimissioni da parte del presidente Giorgio Piccolo, lasciano senza dubbio nell’incertezza il futuro dell’ente, ancora oggetto di dialogo tra le parti. Sarebbe da capire, oltre i problemi evidenziati, quanto abbia inciso questa vicenda giudiziaria negli equilibri politici di Comunità Montana, ma soprattutto dei sindaci dell’Assemblea, attuali ed ex. In attesa del nuovo presidente e della nuova giunta.

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