Non si placano le polemiche intorno alla Comunità Montana Valli del Verbano, dopo le dimissioni di Giorgio Piccolo dello scorso 11 giugno. Se il futuro è ancora incerto, dopo la forte presa di posizione del presidente Piccolo che controbatteva al comunicato congiunto firmato dai sindaci di Germignaga, Marco Fazio, e di Rancio Valcuvia, Simone Castoldi, oggi è il passato a tornare in auge.
Negli scorsi giorni (il 7 luglio, ndr), infatti, avevamo pubblicato la notizia che l’ente si era costituito parte civile e aveva chiesto i danni in merito al procedimento penale n. 1044/16 RGNR, nel quale è stato rinviato a giudizio Marco Magrini, attuale vice presidente della Provincia (allora presidente della Comunità Montana, ndr), per il reato di abuso di ufficio sulla vicenda di Valcuvia Servizi. Insieme a lui stesso procedimento in corso per il rappresentante di Luino, Alessandro Malnati, di Grantola, Silvano Ronzani, di Maccagno, Mauro Fiorini, e di due dipendenti dell’ente.
Dopo aver letto l’articolo, e con qualche giorno di distanza, è proprio uno degli amministratori interessati, Silvano Ronzani, ora consigliere comunale di Grantola e dell’ente, a voler rendere nota la sua posizione sulla Comunità Montana e sul fallimento dei Gruppi di Azione Locale, senza dimenticare di esprimere le sue perplessità riguardo la scelta della giunta Piccolo di portare avanti la decisione di costituirsi parte civile e di chiedere i danni, nonostante sia lui che i suoi assessori sono dimissionari.
Ecco la lettera inviata alla redazione e firmata da Silvano Ronzani.
Spettabile Redazione LuinoNotizie,
mi sento in dovere di condividere alcune osservazioni riguardo il contenuto dell’articolo apparso lo scorso 7 luglio sul vostro quotidiano online. Mi riferisco a quanto pubblicato con riferimento alla deliberazione della Giunta Esecutiva di Comunità Montana Valli del Verbano, n. 57 del 28.06.2018, avente ad oggetto “Determinazioni per la tutela degli interessi della Comunità montana quale parte offesa nel procedimento penale n. 1044/16 RGNR”.
Innanzitutto credo sia opportuno ribadire il contenuto dell’atto, adottato dalla giunta presieduta dal Dott. Magrini, di cui ero membro, per il quale, sulla base di un presunto contrasto con la normativa, è stata emessa un’ordinanza di rinvio a giudizio per i componenti dell’ex giunta Magrini e per due dipendenti di Comunità Montana. Sulla legittimità dell’atto e sulle eventuali responsabilità dei firmatari, sarà poi compito del giudice esprimersi in fase di giudizio.
Forse non è chiaro cosa ci viene contestato. Oggetto dell’inchiesta è un atto, sottoscritto da Comunità Montana in concomitanza con la partenza del nuovo appalto per la raccolta differenziata dei rifiuti, con il quale veniva conferito a Valcuvia Servizi (una società controllata dall’Ente Montano che, all’atto della stipula, risultava in liquidazione) l’incarico di controllore. Un ruolo fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato, ovvero il 65% di raccolta differenziata; obiettivo, questo, raggiunto nel 2014 anche grazie al fondamentale lavoro svolto da Valcuvia Servizi.
Il raggiungimento di questo obiettivo ha fatto sì che, negli anni successivi, ciò si traducesse in un risparmio per l’utente. Cito, a titolo di esempio, il mio comune, Grantola, che rappresento in assemblea comunitaria; nel bilancio di previsione 2018 Grantola ha potuto usufruire di una riduzione della tassa rifiuti di circa il 10%.
Tornando all’articolo, la prima riflessione che mi viene da fare è sulla tempistica. Perché proprio adesso? Perché la giunta Piccolo ha dovuto attendere tre anni per adottare un atto di indirizzo che andasse in questa direzione? Perché proprio in questa fase politica “particolare”, con una giunta dimissionaria e un tavolo delle trattative avviato per la costituzione del nuovo esecutivo?
Se l’intenzione dell’esecutivo di Comunità Montana era quella di agire nei confronti di coloro che hanno sottoscritto l’incarico a Valcuvia Servizi, la giunta Piccolo avrebbe allora potuto attivarsi in tempo utile, non ora! Non in una situazione in cui Presidente e Giunta sono ormai dimissionari, con l’inevitabile conseguenza che tale atto di indirizzo non potrà avere un seguito, se non ratificato da un nuovo esecutivo che andrebbe così ad assumersi la responsabilità di tale azione. Insomma, questa determinazione appare come l’ultimo colpa di coda di una balena morente, uno sterile scatto d’orgoglio di chi è stato battuto sul campo.
Una seconda importante osservazione riguarda il discorso GAL, Gruppi di Azione Locale, consorzi che hanno il compito di gestire e redistribuire i fondi, stanziati da comunità europea, che giungono sul territorio attraverso la Regione. Va precisato che, durante la Presidenza Magrini, Comunità Montana ha sempre effettuato una costante attività di monitoraggio sull’operato dei due GAL presenti sul nostro territorio, il GAL Valli del Luinese e il GAL dei Laghi e della Montagna, presieduti rispettivamente da Alessandro Casali e da Roberto Morselli.
Successivamente, con l’elezione a Presidente di Comunità Montana dapprima del Dott. Paolo Enrico e in seguito del Dott. Giorgio Piccolo, questo monitoraggio viene sicuramente a mancare. I presidenti dei GAL infatti, senza preoccuparsi di verificarne la copertura finanziaria, hanno mantenuto in essere i contratti di lavoro con il personale alle proprie dipendenze. Questa “disattenzione” ha così provocato un “buco” di circa 94.000 €. Tale passivo è rimasto in carico agli istituti di credito che si erano esposti con gli anticipi di cassa, non essendo Comunità Montana tenuta a risanare il debito dei due GAL.
Quindi, seppur tale scoperto non ha provocato direttamente un danno economico all’ente montano, è un azzardo sostenere che appare palese un danno di immagine verso l’ente!?
Forse, nell’articolo, quando si citava il passivo dei GAL, c’è stata troppa superficialità: si mescolano due cose ben distinte e si tralasciano dettagli importanti circa la reale responsabilità degli amministratori. Inesattezze che mettono in cattiva luce il lavoro svolto dalla giunta Magrini, a beneficio di chi aveva diretta responsabilità della direzione dei GAL e che non ha vigilato in maniera opportuna. Sarebbe stato opportuno evidenziare che l’ex giunta Magrini con il pesante passivo delle gestioni Casali e Morselli non c’entra proprio nulla.
Insomma il tutto appare come un tentativo di chi, avendo concluso argomenti, tenta di combattere invano il proprio avversario, in maniera meschina e poco elegante, con il solo scopo di colpire la persona più che il politico e con la subdola finalità di eliminare la concorrenza in ambito politico-amministrativo.
Silvano Ronzani, consigliere comunale di Grantola
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