St. Moritz | 15 Gennaio 2017

“Luinesi all’estero”, Andrea Farace da tre anni è maestro di sci a St. Moritz

Torneresti in Italia? "L’Italia è il posto più bello del mondo per mangiare e farsi una settimana al mare. A vivere penso mai, magari in Sardegna…"

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Siamo tornati con un’altra testimonianza per la nostra rubrica “Luinesi all’estero”, giunta oggi alla trentasettesima pubblicazione, quella di Andrea Farace, ticinese di nascita ma luinese d’adozione. Andrea da tre anni è maestro di sci nel Canton Grigioni, in Engadina, a St. Moritz. Continuiamo così a raccontare i tanti concittadini del territorio che si sono trasferiti in terra straniera per cercare lavoro, fare esperienze diverse e provare ad avere un futuro migliore e più stabile. Oltre a vivere a Saint Moritz, Andrea ha lavorato anche in Australia ed in Tunisia.

Raccontaci di te… Quando sei andato via dall’Italia? Dove vivi?

Prima di partire, un chiarimento, io sono luinese d’adozione. Sono nato a Lugano e fino agli 8 anni ho vissuto li. A partire dalla quinta elementare ho cominciato a frequentare le scuole luinesi e proprio in quei 10 anni di scuola mi sono sentito sempre più “luinese adottato”. I miei amici sono a Luino (o di Luino) e la mia casa, seppur oltre confine, era a 10 minuti da Piazza Risorgimento, quindi… Da Luino sono partito tante volte, l’ultima, tre anni fa, direzione Engadina.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare lItalia?

Dopo aver lavorato alcuni anni in ambiti abbastanza canonici (ho fatto sia il cameriere che il social media manager), mi sono stancato. Sin da piccolo scio e passo tanto tempo sulla neve. Già a sedici anni ho iniziato dei corsi per insegnare a sciare ai bambini. Per anni ho insegnato nelle vacanze sul Monte Lema, a Novaggio e in alcune località ticinesi. Dopo una pausa di alcuni anni ho deciso di trasformare quello che era un hobby, nel mio lavoro. Purtroppo in Italia ci sono poche località dove queste attività permettono di vivere dignitosamente, quindi ho scelto la Svizzera.

Di cosa ti occupi?

Faccio il maestro di sci.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Potrei dire semplicemente che ogni giorno la scuola in cui lavoro mi affida qualcuno a cui insegnare a sciare un po’ meglio. In realtà è più complicato. Nella scuola dove insegno arrivano clienti da tutto il mondo e noi maestri veniamo richiesti sia per l’insegnamento puro, sia per fare da guide sulle montagne. In linea di massima, il lunedì ed il mercoledì alle otto siamo già in pista per fare allenamento. Il giovedì c’è allenamento di snowboard e durante la settimana abbiamo altri allenamenti facoltativi, come quelli di sci di fondo, quelli di competizione e a volte anche telemark. Dalle nove o dalle dieci fino alle quattro insegniamo. A volte passiamo solo un’ora con lo stesso allievo, a volte intere settimane. Può succedere di stare una settimana intera nel campo scuola o di sciare diversi giorni sulla neve fresca: dipende sempre dal livello e dai desideri dei nostri allievi. La cosa più importante per me è che passo le mie giornate all’aperto, faccio tantissimo sport e ho la possibilità di trasmettere agli altri la mia passione. Penso che questo sia quello che accomuna tutte le mie giornate.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenze hai riscontrato?

Come funziona la Svizzera a Luino lo sanno tutti. L’Engadina, la regione grigionese dove lavoro, è svizzera al 120 %. Evito di fare l’elenco: scrivo solo che qui è ancora la Svizzera di un tempo e a me piace.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrato nella società?

Quest’anno è la terza stagione che sono qui e da due mesi mi sono trasferito definitivamente a Zuoz, un piccolo paesino a quindici chilometri da St. Moritz. Non parlo il romancio, la lingua locale, con lo svizzero tedesco faccio un po’ fatica… integrarsi qui è complicato. Ci sono tante persone che lavorano solo durante le stagioni turistiche, l’ambiente è molto internazionale e bisogna avere un atteggiamento diverso con gli stranieri e con le persone del luogo. Credo di essere benvoluto e in generale faccio del mio meglio per essere sempre rispettoso e cordiale con tutti. Onestamente i miei amici qui sono tutti “stranieri” e le poche migliaia di persone del luogo non saprei distinguerle da quelle che vengono da fuori.

Quali altri difficoltà hai riscontrato?

Qua un caffè costa 4 euro.

In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovato lavorativamente parlando?

Ho vissuto in Australia, in Spagna e in Tunisia. Per quanto riguarda il lavoro mi sono sempre trovato bene. Ho una caratteristica che è sempre piaciuta nei miei ambienti di lavoro: mi faccio in quattro e mi adatto molto.

Ti manca qualcosa dellItalia?

Assolutamente niente.

E invece, che progetti hai per il futuro?

Devo fare ancora alcuni esami per arrivare al massimo brevetto per i maestri di sci, che in Svizzera equivale a un Diploma Professionale. Fra un mese nasce la mia prima bimba, quindi direi che per il futuro penso di lavorare, finire di formarmi e poi vediamo. Di sicuro cercherò di vedere il più possibile questo mondo che è bellissimo. Non mi farò mai prendere dalla paura di viaggiare, di conoscere; la televisione, internet e tutte le brutte notizie che vengono sbattute in faccia alla gente hanno come primo effetto quello di tenere la gente a casa. Non bisogna avere paura. Io voglio andare in Afghanistan, a Palmira, in Iraq, in Sudan e vedere con i miei occhi quanto di bello hanno da offrire tutti questi posti. Vorrei anche andare in posti meno pericolosi ma scrivo di questi per far capire a tutti che non bisogna avere mai paura e che gli occhi li abbiamo attaccati un metro sopra le gambe per portarli in giro e vedere.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Ci torno sempre in vacanza. L’Italia è il posto più bello del mondo per mangiare e farsi una settimana al mare. A vivere penso mai, magari in Sardegna… ma nello Stivale non credo.

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe ScaleseFrancesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio BadialiMarco ChiminiMark Masneri, Maria Giovanna Folci, Chiara TepsichGabriele Romano, Cristian MassaMattia StragapedeRoberto BrambiniSerena FiorilloSerena Martinelli, Ramona Cerinotti, Luca Maremmi, Dario Caputo e Mirco Zanini, questa è la trentasettesima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”. Nelle prossime settimane continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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