San Pietroburgo | 18 Dicembre 2016

“Luinesi all’estero”, a San Pietroburgo da anni Mirco Zanini è proprietario di tre ristoranti

"Mi trovo bene, sono sposato e ho due figli. La cosa più importante è imparare la lingua del paese in cui vivi. I russi e gli italiani hanno molte cose in comune"

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Anche nella domenica pre-natalizia non poteva mancare la nostra rubrica “Luinesi all’estero” che questa settimana ci ha permesso di andare in Russia, precisamente a San Pietroburgo, dove siamo andati a trovare Mirco Zanini. Mirco, che tiene a precisare di essere originario di Maccagno, da anni è andato via dall’Italia e come tanti altri compaesani è partito per cercare lavoro, fare esperienze diverse e provare ad avere un futuro migliore e più stabile. Questa è la testimonianza numero trentasei e weekend dopo weekend abbiamo la fortuna di dar loro spazio e raccontarci le loro vite.

Raccontaci di te… Quando sei andato via dall’Italia? Dove vivi?

Sì, lo ricordo ancora, sono passati tanti anni. Finito il servizio militare ho lavorato come commesso in un Supermercato, dopo sono partito per la Germania dove mi sono diplomato nel settore alberghiero. Dopo alcuni anni sono ritornato a Milano e ho ricoperto il ruolo di responsabile di un reparto di un grande albergo, mentre dopo un’anno circa sono ripartito per l’Inghilterra. Il gruppo alberghiero per cui lavoravo mi ha dato la possibilità di crescere, gestire differenti punti vendita e conseguire due Master in America. Attualmente vivo a San Pietroburgo in Russia.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Lavoro, studio, imparare nuove lingue e fare carriera nel settore alberghiero. Avevo il desiderio di visitare nuovi paesi con cultura diversa dalla mia.

Di cosa ti occupi?

Nel 2012 ho aperto il mio primo Ristorante, adesso ne ho tre, romeosbarandkitchen.ruliyttleitalytrattoria.ruarancinopizza.com. Prima di mettermi in proprio, per;,ero il direttore di un importante albergo a St. Pietroburgo,

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

Insieme ai responsabili mi occupo della gestione delle mie attività. Vi posso elencare alcune delle mie mansioni. Controllare i resoconti del giorno precedente, visitare i ristoranti tutti i giorni e incontrare i clienti. Mi assicuro quotidianamente che i prodotti che acquistiamo sono di ottima qualità. La competizione c’è, è molto aggressiva e non ci permette di fare errori. Servizio, innovazione, pubbliche Relazioni, Marketing e qualità devono essere sempre ai massimi livelli in un mercato dinamico come quello di St. Pietroburgo.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenza hai riscontrato?

Si ho avuto esperienze in Italia. Per quanto riguarda il lavoro in questo caso il paragone è con la Russia, la differenza principale è nelle risorse umane. Ho avuto lo stesso problema in Inghilterra. Il turn-over del personale qua è abbastanza alto e crea problemi di formazione e continuità. Come nota positiva, dà più possibilità a chi ha costanza e determinazione, per crescere più velocemente e raggiungere i propri obiettivi. In Italia chi ha un contratto fisso a tempo indeterminato ci pensa molto bene prima di lasciare la propria azienda, in questo modo non si dà spazio a nuovi talenti che si vorrebbero imporre. Forse adesso la situazione è migliorata, non posso giudicare in modo più approfondito.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrato nella società?

Mi trovo bene, sono sposato e ho due figli. La cosa più importante è imparare la lingua del paese in cui vivi. I russi e gli italiani hanno molte cose in comune. St. Pietroburgo è una città bellissima piena di cultura e tradizione. Consiglio vivamente a tutti di visitarla.

Quali difficoltà hai riscontrato?

Il clima è il problema più grosso. La temperatura cambia molto velocemente e le giornate nei mesi invernali sono molto corte. Per quanto riguarda il lavoro mi sono adattato abbastanza velocemente.

In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovato lavorativamente parlando?

Ho vissuto in Germania, in Inghilterra e ho lavorato in Svizzera per alcuni mesi. Ho quasi sempre lavorato in grosse catene internazionali per cui la struttura e la gestione dell’azienda era simile. La cultura e la lingua erano diverse, ma mi sono adattato in fretta perchè il mio obiettivo era fare carriera.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

Il clima di sicuro, la primavera non esiste e l’autunno è molto corto. E poi miei parenti e il cibo Italiano. Tanti prodotti italiani, ad esempio, qui in Russia sono sotto embargo.

E invece, che progetti hai per il futuro?

Ingrandire la mia azienda e garantire un futuro ai miei figli.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Spero di sì, devo comunque consultare la mia famiglia, l’educazione dei miei figli rimarrà sempre in primo piano.

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe ScaleseFrancesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio BadialiMarco ChiminiMark Masneri, Maria Giovanna Folci, Chiara TepsichGabriele Romano, Cristian MassaMattia StragapedeRoberto BrambiniSerena FiorilloSerena Martinelli, Ramona Cerinotti, Luca Maremmi e Dario Caputoquesta è la trentaseiesima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”. Nelle prossime settimane continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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