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Varese | 24 Febbraio 2021

Comunità Montana Valli del Verbano: tutti assolti per il caso “Valcuvia Servizi”

Concluso, dopo due anni, il processo sul presunto abuso d’ufficio risalente all’ottobre 2013: nessuna irregolarità, ma solo un adeguamento tra contratti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Si è concluso con un’assoluzione generale il caso “Valcuvia Servizi”: un processo che ha preso il via nel gennaio 2019 e che ha visto ieri – martedì 23 febbraio – lo svolgimento dell’ultima udienza al Tribunale di Varese.

L’indagine era scattata in seguito a quanto avvenuto nel 2013 quando una delibera della Comunità Montana Valli del Verbano aveva disposto l’adeguamento di due accordi tra la società e l’ente stesso sulla raccolta dei rifiuti, per un importo di 107mila euro.

Il contratto bloccato l’anno seguente con tanto di esposti in Procura e i dubbi sull’effettiva capacità della società di fornire i servizi richiesti erano stati la molla che aveva spinto la Guardia di Finanza di Luino a effettuare gli accertamenti necessari.

Un caso di presunto abuso d’ufficio, dunque, dato che in quel momento la società “Valcuvia Servizi” era stata messa in liquidazione e non avrebbe quindi potuto assumere nuovi incarichi contrattuali – posizione, questa, sostenuta nel corso del processo anche dall’accusa, come si legge sulle colonne del quotidiano locale La Prealpina.

A essere coinvolte nell’inchiesta sono state ben sette persone: quattro politici – l’allora presidente della Comunità Montana, Marco Magrini, e i membri della giunta Mauro Fiorini, Alessandro Malnati e Silvano Ronzani – i due tecnici Danilo Bevilacqua e Massimo Colosio e il liquidatore della società Roberto Nicoletti.

Due anni dopo, per tutti loro è arrivata infine l’assoluzione, dal momento che l’istruttoria ha dimostrato che non vi è stata alcuna distrazione di denaro pubblico a favore di “Valcuvia Servizi”, peraltro – come riporta Prealpina – non considerabile un soggetto terzo rispetto alla pubblica amministrazione visto che il 98% delle quote era in mano alla Valli del Verbano e il rimanente 2% ai Comuni.

Nessun danno economico per l’ente locale e nessuna irregolarità, dunque, ma – appunto – solo un adeguamento tra contratti con l’affidamento di mansioni perlopiù di natura amministrativa, con lo scopo di uniformare le banche dati dei Comuni per favorire la raccolta differenziata e di ridurre i costi: obiettivi entrambi raggiunti.

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