Sono una risorsa tanto preziosa quanto poco conosciuta, nel delicato rapporto tra giovani e lavoro, i cosiddetti ITS: Istituti Tecnici Superiori. Lo sono perlomeno sul nostro territorio, come constatato già lo scorso anno durante un incontro organizzato dagli attivisti luinesi del Movimento Cinque Stelle, quando erano stati due esperti provenienti dall’alto Milanese, Andrea Pessina e Roberto Salvato, ad avvicinare gli abitanti della città lacustre, con una panoramica fatta di numeri, percentuali di occupazione e dinamiche formative, all’universo di queste strutture, che offrono percorsi post diploma altamente professionalizzanti.
Per riattivare l’attenzione sul tema, il gruppo Cittadini Liberi Luino ha organizzato un gazebo in città, a metà febbraio, insieme ad alcuni esponenti dell’associazione Homo Hubilis, impegnata nel campo degli ITS, appurando che, ancora oggi, la comunità non è a conoscenza del potenziale racchiuso nei percorsi degli istituti.
“La nostra decisione di andare dalla gente è diametralmente opposta alla odierna mancanza di informazione sul tema – spiega Luca Pandolfi, dal gruppo Cittadini Liberi -, Abbiamo appreso con rammarico che i luinesi non conoscono questi istituti, ma ci consola aver fornito ancora una volta nozioni basilari, che hanno aumentato il loro interesse“.
Un nuovo incontro formativo era stato messo in calendario dal gruppo per il 6 marzo, ma l’attuale emergenza legata alla diffusione del coronavirus ha portato gli organizzatori a rinviare l’appuntamento. “I nostri figli hanno il diritto di essere guidati verso una scelta formativa a loro congeniale – sottolinea ancora Pandolfi – che gli permetta di vivere il loro progetto di vita in modo sereno“.
Stando alle indicazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è in aumento il numero di studenti iscritti ai licei italiani, mentre cala quello degli studenti che scelgono istituti tecnici e professionali, a discapito delle piccole e medie imprese del nostro Paese, mentre accanto a questa tipologia di orientamento, si alimenta in parallelo un approccio errato, dal punto di vista culturale, alla formazione tecnica, spesso percepita come appannaggio dei giovani che non hanno intenzione di studiare per specializzarsi.
“Stiamo crescendo una società in cui i lavori di concetto (la testa) sono percepiti come unica via verso la piena realizzazione – afferma Roberto Salvato, presidente di Homo Hubilis APS – mentre i mestieri manuali (mani e piedi) non riescono più a svilupparsi e vanno verso una preoccupante atrofia. Tra cinque anni avremo il 65% dei nostri diciannovenni impossibilitati ad entrare nel mondo del lavoro per mancanza di ‘skills’. Se tra questi qualcuno si iscriverà agli ITS, potremo sperare di vederli occupati tra 7 anni. Se sceglieranno l’università, tra 8 o 10 se va bene. Nel frattempo, il numero di anziani aumenterà. Anziani pensionati a cui l’INPS dovrà versare mensilmente del denaro – sottolinea ancora in conclusione Salvato -. Denaro che attingerà dai versamenti dei lavoratori, che inizieranno a versare i contributi quando avranno un lavoro”. Lavoro raggiungibile con un alto profilo professionale, e in tempi ragionevoli, anche grazie alla presenza sul territorio nazionale degli ITS.
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