La rigenerazione urbana e la trasformazione di aree che attendono solo di essere reinserite nella vita quotidiana di una comunità, con un ruolo nuovo e una rinnovata funzione pubblica, sono tematiche che corrispondono ad una fonte inesauribile di proposte e soluzioni, e creano puntualmente spazi di confronto assimilabili ad un “cantiere delle idee” che non chiude mai i battenti.
A rilanciare il confronto su come sarà la “Luino del futuro” è oggi il gruppo Cittadini Liberi, attirato dalle potenzialità di un’area che attualmente il Comune utilizza come deposito in via Bernardino Luini, a pochi passi dalle Poste e di fronte alle scuole elementari. L’idea è quella di convertire la superficie in una zona da dedicare ai prodotti tipici locali. In altre parole un mercatino a chilometro zero permanente, con spazi per l’acquisto ma anche per il consumo, dettaglio quest’ultimo da cui trapela l’ambizione di investire sulle specificità enogastronomiche del territorio nell’ambito della ristorazione, coinvolgendo gli stessi produttori.
“Abbiamo la necessità di rendere più accessibile questa tipologia di prodotti – spiega Luca Pandolfi, portavoce del gruppo – oggi un pochino di nicchia, anche se in costante aumento. Questo progetto consentirebbe di creare nuovo lavoro per i giovani e lo stabile restaurato rappresenterebbe una risorsa economica per il Comune, garantendo introiti attraverso gli affitti. Il mercatino stabile, inoltre, è destinato a migliorare il contesto in cui andrebbe ad inserirsi, allargando i confini della parte attrattiva della città, oggi ristretta al centro”.
E a proposito di percorsi di valorizzazione lontano dal lungolago, lo stesso Pandolfi torna a proporre un piano per il potenziamento del Parco Margorabbia, oasi verde che sorge a lato della pista ciclabile, in prossimità di Voldomino. Un piano già sostenuto durante la passata campagna elettorale per le amministrative luinesi, tra le fila della lista Azione civica per Luino e Frazioni. Si tratta della realizzazione di un campo da minigolf che donerebbe alle cunette del parco una funzione in grado di attirare sportivi e appassionati, aumentando il bacino di utenza dell’area, limitato – secondo i promotori dell’iniziativa – per via di una posizione che non giova al turismo e più in generale all’organizzazione del tempo libero.
“Sappiamo che i costi per realizzare questa struttura sono contenuti – sottolinea Pandolfi in conclusione – ed è un fatto di non poco conto. Crediamo fortemente in questo progetto, rispetto al quale è fondamentale stabilire una collaborazione con la Federazione Italiana Mini Golf. La loro competenza consentirebbe all’amministrazione di creare una piattaforma in regola, che a sua volta assicurerebbe una clientela fissa e sicura con cui lavorare”.
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