Luino | 12 Ottobre 2019

“Bocciamo AlpTransit”, da Maccagno a Laveno i sindaci dalla parte del Comitato

I primi cittadini dei sei paesi su cui insiste la linea ferroviaria si dicono disponibili ad incontrare il Comitato per lavorare in sinergia, per il bene della comunità

La notizia della nascita del comitato “Bocciamo AlpTransit”, che tramite le parole del presidente Valeria Squitieri ha reso note le finalità, che puntano a presentare tutte le istanze dei cittadini del territorio sul quale insiste la linea ferroviaria non solo alle amministrazioni locali, ma anche a Regione Lombardia e RFI, è stata accolta positivamente da tutti i sindaci che vanno da Maccagno con Pino e Veddasca a Laveno Mombello.

Unanime il coro che vede i primi cittadini mettersi a disposizione dei membri del Comitato senza alcun tipo di pregiudizio, per condividere insieme un’unica strada, vale a dire quella della tutela della popolazione e dell’ambiente su cui insiste il tratto ferroviario.

“Quello di AlpTransit – spiega il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera -, è un problema che non abbiamo mai sottovalutato e che seguiamo da tempo, non solo per il trasporto merci di sostanze pericolose, ma anche per la nostra quotidianità. Per questo apprendo positivamente la notizia della nascita del comitato, a dimostrazione del loro grande impegno sul tema, che rimane complesso per gli accordi internazionali in essere e per le difficoltà economiche. La nostra attenzione è sempre alta, ma sono favorevole a qualsiasi iniziativa volta a tenere alto l’interesse, soprattutto per rivedere garanzie su sicurezza e rumori. Da anni abbiamo avviato tavoli di confronto con Regione ed RFI, anche grazie alla Provincia e alla Prefettura di Varese. Spero il comitato possa dare continuità a quanto fatto finora dalle amministrazioni comunali”.

Positivo anche il parere del sindaco di Luino, Andrea Pellicini: “Ritengo che la nascita del comitato sia assolutamente una cosa positiva. Come ho già avuto modo di dire alla presidente sono disponibile a qualsiasi confronto con loro sin da subito. Come ho aderito al comitato pro Ospedale di Luino, da semplice cittadino aderirò anche a questo. Da sindaco sono pronto ad incontrare i membri, li vorrei conoscere”.

“Iniziative di civismo come questa – afferma il sindaco Marco Fazio – vanno sempre accolte in modo positivo, soprattutto se l’idea è quella di darsi reciproco sostegno e non mettersi in contrapposizione. Potrebbero aiutarci a raggiungere obiettivi che abbiamo già fissato, la vera sfida ora sarà incentivare un’operazione congiunta. La singola amministrazione può poco, ma se si lavorasse insieme, con un impegno corale, sarebbe diverso. Da questo punto di vista, Villa Recalcati aveva avviato progetto di tavolo permanente, dove abbiamo affrontato le varie difficoltà. Ben vengano sollecitazioni come quella di un comitato per portare al centro criticità e problemi, come quelli riguardanti le barriere fonoassorbenti, dove ci sono intoppi sullo sblocco di fondi perchè vi è una doppia competenza ministeriale (Ambiente e Infrastrutture/Trasporti, ndr) o i piani di sicurezza di Protezione civile, che dobbiamo aggiornare. Tutti insieme possiamo e dobbiamo migliorare la sicurezza sulla linea, ed essendo davanti ad un nuovo governo penso sia utile tornare su questi temi e sollecitare i nuovi interlocutori a Roma”.

Pure il sindaco di Porto Valtravaglia, Ermes Colombaroli, è dalla parte del Comitato: “Sono completamente d’accordo con i problemi evidenziati dal comitato che riguarderanno le popolazioni. Saremo attraversati da 90-100 treni al giorno, è inevitabile che causino problemi. Se lavoreremo tutti insieme, comitato, Comuni e Regione, senza dubbio troveremo una soluzione per le tante questioni sollevate. Auspico un tavolo di lavoro, come amministrazione di Porto Valtravaglia aderiremo e parteciperemo per portare le istanze dei nostri cittadini che da tempo ormai, soprattutto quelli che abitano vicino alla ferrovia, lamentano criticità”.

“AlpTransit è un progetto che per forza di cose coinvolge la popolazione – dichiara il primo cittadino di Castelveccana, Luciano Pezza -. Se il comitato porterà idee e non polemiche, se andrà a rafforzare le nostre richieste lavoreremo in sintonia, ma è fondamentale che tutti i Comuni si mettano insieme per trattare con RFI. Non ha senso farlo regolarmente. Giusto che ci si incontri, daremo massima trasparenza ai membri del comitato e sono pronto ad informarli su ogni novità. Sono a disposizione, nel caso in cui lo volessero, a presentare la battaglia vinta da un cittadino, presso il Tar di Roma, contro RFI e il ministero dell’Ambiente”.

“Se la gente vuol conoscere e capire un tema così importante come quello di AlpTransit – commenta infine il sindaco di Lavno Mombello, Ercole Ielmini -, anche il comitato può essere fondamentale per la sensibilizzazione. Come amministratore sono pronto a dar loro tutte le informazioni necessarie sullo stato attuale delle cose, con la massima trasparenza. Non abbiamo nulla a nascondere, anzi auspico un incontro con tutti i cittadini e i Comuni interessati. Sin da subito metto a disposizione la sala consiliare di Laveno, baricentrica rispetto alla linea ferroviaria.

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3 risposte a ““Bocciamo AlpTransit”, da Maccagno a Laveno i sindaci dalla parte del Comitato”

  1. Paolo Buonfino ha detto:

    Non è un po’ tardi ?
    Il referendum svizzero consultivo è del 1999 e gli studi di fattibilità che ci avrebbero – invece – liberato dal passaggio dei treni è del 2006.
    Avevo provato a chiedere attenzione qualche anno fa’ con alcuni interventi al riguardo, senza alcun esito
    Non pensate che sia un po’ tardi per bloccare con un comitato un investimento (svizzero) di 23,5 miliardi di franchi?:
    https://www.luinonotizie.it/…/alptransit-lettera…/115894
    https://www.luinonotizie.it/…/sogno-perche-non…/121529
    https://www.luinonotizie.it/…/luino-su…/189248
    Nel prossimo anno sarà terminato ed inaugurato il traforo del Ceneri e quindi 70/100 treni giornalieri lunghi da 750 a 1000 metri l’uno passeranno fragorosamente tra noi.
    Riflessione: non capisco perchè gli svizzeri abbiano investito tanto su una linea (Zenna-Luino-Laveno) che, a binario unico, si sviluppa lungo un costone geologicamente instabile.

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