A causa di una incomprensione o di una svista, caduta nel momento meno opportuno per quelli che sono gli attuali rapporti tra comune di Luino e Pro Loco, l’assemblea straordinaria dell’associazione, in programma per la serata di ieri, è stata rimandata a data da destinarsi.
Alle ore 19.30, presso la Sala Marmi del municipio, l’ormai ex presidente del gruppo, Peppe Cerruto, avrebbe dovuto spiegare davanti ai soci la scelta di rinunciare alla carica, già anticipata nei giorni scorsi con un intervento sul nostro quotidiano, e poi ancora attraverso un post Facebook apparso nelle ultime ore su una pagina del social network dedicata alle vicende cittadine.
“Non abbiamo mai chiesto soldi ma collaborazione, e da parte del comune non c’è mai stata“. Questa la linea di Cerruto da cui è scaturita la decisione di interrompere prematuramente e in modo brusco l’esperienza, a meno di un anno dal suo inizio. Una linea rimarcata con forza a ridosso dell’assemblea, specialmente dopo l’intervento in consiglio comunale, martedì, dell’assessore ai Servizi Sociali Caterina Franzetti, che ha condiviso davanti ai colleghi – e all’attenzione dello stesso Cerruto presente in veste di cittadino per assistere alla seduta – il ricordo di una Pro Loco di altri tempi, capace di comunicare e cooperare con diverse realtà del territorio, reinventandosi di continuo per fare fronte alle mancanze di fondi e alle difficoltà.
Al di là delle due posizioni opposte, quasi inconciliabili, di cose da aggiungere il presidente dimissionario ne avrebbe avute molte altre, inerenti la sua Pro Loco, quella di oggi, lontana dalla scena pubblica e orfana di eventi da proporre con l’avvicinamento della stagione estiva. A questo sarebbe servito l’appuntamento delle 19.30 in municipio, messo in calendario per argomentare e dunque chiarire tutte le motivazioni dell’addio. All’ora prestabilita, dopo aver preso contatto con gli uffici della segreteria, il piccolo gruppo di soci e luinesi, radunatosi in piazza Serbelloni, ha trovato però di fronte a sé un comune deserto, e la sala designata per l’assemblea inagibile.
Dopo una buona mezz’ora di attesa all’esterno dell’edificio, Cerruto – sentendo addosso i panni dell’ospite indesiderato – è un fiume in piena: “Abbiamo trovato la porta chiusa, non capisco come possiamo meritare questo genere di trattamento, sembra quasi che vogliano inferire ulteriormente sulla nostra Pro Loco. Avevamo intenzione di dare una nuova centralità all’associazione, lavorando per il territorio, ma forse indirettamente abbiamo dato fastidio, dimostrando che altre associazioni usufruiscono di alcune corsie preferenziali per interfacciarsi con l’ente, mentre noi continuiamo a percepire solo isolamento. Sarebbe stato più educato avvisare per tempo”.
Un cenno conclusivo l’ex presidente lo ha poi riservato all’intervento in consiglio comunale dell’assessore Caterina Franzetti: “All’assessore suggerisco di abbassare il suo ego perché ricopre un ruolo importante, per il quale – dal mio punto di vista – sono più indicate semplicità ed umiltà, rapporti umani e dialogo con le persone”.
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