Un fulmine a ciel sereno quello che ha colpito la Pro Loco di Luino in questi giorni, dopo la convocazione dell’assemblea straordinaria presso la Sala dei Marmi del Municipio giovedì 6 giugno alle ore 10 e in seconda seduta alle ore 19.30.
Un solo punto all’ordine del giorno, che sicuramente non lascerà indifferente la comunità lacustre, così come avvenuto a marzo 2018, quando l’ex presidente Mario Gambato aveva lasciato la guida dell’ente, in aperta polemica con il comune: “Sono svilito, nessun sostegno”, aveva affermato.
Oggi, però, la storia è un’altra, ma dai contorni simili: il presidente Peppe Cerruto, che aveva assunto l’incarico lo scorso mese di settembre, ha deciso di dimettersi allo stesso modo. Durante l’assemblea, leggendo una lettera a tutti i soci, spiegherà nel dettaglio le sue decisioni che, nel frattempo, ha deciso di anticipare, raccontando quanto vissuto in questi nove mesi da presidente della Pro Loco.
“Nonostante in questi mesi mi sia impegnato molto non è possibile andare avanti, non così almeno. Per questo ho deciso di dimettermi. Sacrificare il tempo libero per non avere nessun tipo di riscontro non ha senso – commenta il presidente dimissionario della Pro Loco di Luino, Peppe Cerruto -. Ce l’ho messa tutta per fare in modo che la Pro Loco potesse tornare ad essere un punto di riferimento per tutta la comunità luinese, ma questo non è avvenuto”.
“Le cause le attribuisco alle mancanze del comune – continua Cerruto -, che non ha mai detto di no, ma non ci ha mai messo nelle condizioni di aiutarci, sostenerci e coinvolgendoci nelle iniziative come merita un ente come la Pro Loco. Non abbiamo mai chiesto soldi, ma allo stesso modo non abbiamo mai ricevuto sostegno, anzi spesso non siamo stati neanche messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio, come ad esempio quando chiedevamo una sala in Municipio per le nostre riunioni serale, cosa che ci è sempre stata negata, per non parlare di tante altre situazioni che preferisco non riferire”.
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, – conclude il presidente dimissionario -, è il mancato invito per l’inaugurazione di Palazzo Verbania. Non è un problema, ci mancherebbe, non avremmo voluto alcun tipo di via preferenziale, ma un minimo di riconoscimento per quello che rappresentiamo sì. Non avrei mai pensato di dirlo, ma quello che mi raccontava l’ex presidente Mario Gambato, prima di raccogliere il suo testimone, è tutto vero. Per l’amministrazione comunale la Pro Loco di Luino è l’ultima ruota del carro. A queste condizioni, quindi, do le mie dimissioni irrevocabilmente”. (Foto © Eventi Lago Maggiore)
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