Luino | 25 Aprile 2019

Luino, verso l’inaugurazione di Palazzo Verbania: arriva il sito dell’archivio Sereni

Si potrà consultare l'intera corrispondenza personale dell'autore, ben 6mila lettere con Montale, Quasimodo, Pasolini, Sabato, Ungaretti e Vittorini

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A poco meno di un mese dall’inaugurazione di Palazzo Verbania, alla quale presenzierà anche il Governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sito del comune di Luino ha annunciato la messa online del sito dell’archivio Sereni, non ancora fruibile, che sarà a disposizione di tutti gli utenti con l’obiettivo di far conoscere

Palazzo Verbania, così, dopo la totale riqualificazione (con un investimento di 2 milioni di euro circa) e la ricerca di operatori per la gestione dell’attività dell’edificio, ora è il momento di cominciare a lavorare al contenuto culturale che vedrà al terzo piano la presenza dell’archivio dedicato allo scrittore luinese Vittorio Sereni.

Oltre al grande contributo del Lions Club di Luino, grazie al quale l’archivio sarà totalmente digitalizzato, “con un lavoro di ricerca e acquisizione delle opere che ha poi consentito di donare l’intera biblioteca al comune, di proteggere e mantenere viva una ricchezza che ancora oggi è oggetto di studi in tutta Italia così come all’estero“, di fondamentale importanza sarà la grande raccolta di materiali.

Quaderni di poesie, prose e traduzioni, fascicoli contenenti autografi, manoscritti o dattiloscritti, bozze di stampa con annotazioni e varianti, fogli inediti e testi critici, documenti riguardanti le fasi di elaborazione di tutti i testi creativi, oltre a pareri editoriali. Senza dimenticare traduzioni di importanti autori e l’intera corrispondenza personale, circa 6mila lettere in totale, con Anceschi, Betocchi, Caproni, Caretti, Char, Fortini, Luzi, Montale, Quasimodo, Moretti, Parroncini, Pasolini, Pratolini, Saba, Ungaretti e Vittorini.

L’Archivio Vittorio Sereni, attualmente conservato presso la sede della Biblioteca Comunale di Luino a Villa Hüssy, comprende il Fondo Sereni e il Fondo Mondadori, ai quali si è aggiunta, con l’acquisizione definitiva del novembre 2007, la biblioteca personale del poeta. Il Fondo Sereni (già noto come APS Archivio Privato Sereni) costituisce il nucleo principale e originario dell’Archivio e, prima di essere acquisito dal comune di Luino, è stato a lungo conservato in casa Sereni, in via Paravia 37 a Milano.

Negli anni successivi alla morte del poeta nel febbraio del 1983, la moglie Luisa e la figlia Maria Teresa si dedicarono a una laboriosa opera di recupero e riordino delle carte di Vittorio Sereni, che si presentavano allora in uno stato di notevole disordine, con quaderni e fogli mescolati o riuniti in fascicoli e faldoni privi di coerenti criteri di ordinamento e senza distinzione tra testi poetici, prosastici e critici. Di questo paziente lavoro fanno parte anche le annotazioni lasciate da moglie e figlia riguardo alla cronologia e alle circostanze di genesi dei testi e i precisi riferimenti alle persone citate o alluse.

Una provvisoria schedatura del materiale così riordinato fu realizzata nel 1995 da Dante Isella, in occasione della sua edizione citica delle poesie di Sereni e questa classificazione nella sua fisionomia generale è poi rimasta nella configurazione dell’archivio e nei successiv lavori di catalogazione.

Il 10 dicembre 1998 il fondo è stato acquisito dal comune di Luino e dalla Regione Lombardia ed è stato collocato presso la Biblioteca Comunale di Luino. Nel 2002-2004 il fondo si è ulteriormente arricchito grazie alla donazione da parte degli eredi di Sereni di 37 libri d’arte con opere originali di vari artisti, accompagnate da scritti dell’autore e nel 2005, la famiglia Sereni donò tutti i materiali restanti ancora in suo possesso: documenti personali, documentazione relativa a contratti editoriali e premi letterari, pubblicazioni di Sereni e di altri in estratti o periodici, materiali letterari inviati da altri autori, carte e pubblicazioni rimaste nella casa di vacanza, cartoline illustrate indirizzate all’autore dai familiari.

Per consultare l’archivio Sereni (sito ancora in costruzione), cliccare qui.

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