Curiglia con Monteviasco | 9 Dicembre 2018

Monteviasco, incerto il futuro del borgo. Difficile la riapertura a breve della funivia

Dai sindaci del territorio e dal presidente di Comunità Montana un appello a Regione, con l'obiettivo di creare un tavolo istituzionale e garantire un futuro migliore

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Dopo la conclusione dei rilievi e delle verifiche sulla funivia che collega Piero a Monteviasco, per la tragedia che ha causato la morte di Silvano Dellea, il 60enne manutentore che è rimasto vittima di un incidente lo scorso 12 novembre, e le decisioni della Procura della Repubblica di Varese, che hanno aperto un fascicolo dove hanno iscritto tra gli indagati per omicidio colposo diverse persone, per il caratteristico borgo di montagna non si vede, al momento, la luce infondo al tunnel.

È proprio così e tutta la comunità, sindaci del territorio in prima linea, ne sono a conoscenza. Oltre alle eventuali responsabilità che potrebbero essere accertate, il parere dell’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (organo di competenza del Ministero dei Trasporti) è pesante come un macigno: la funivia, infatti, dopo il dissequestro, non potrà tornare in funzione perchè “rappresenterebbe un pericolo per gli addetti ai lavori e i viaggiatori”.

Le gravi carenze strutturali e procedurali evidenziate, presso l’impianto di risalita, prima della riattivazione, devono essere risolte ed è proprio da qui che nasce l’incertezza per il futuro della località di montagna. Nobile e lodevole l’iniziativa dei ragazzi della “Banda del Presepe”, come lo è la forte tenacia di Barbara e Roberto, gestori del “Vecchio Circolo”, che hanno deciso di tenere aperto ancora il ristorante per accogliere gli appassionati di trekking, ma la situazione al momento è complessa e difficile da risolvere nel breve periodo.

Proprio per questa ragione i sindaci del territorio, anche grazie all’interessamento del presidente di Comunità Montana delle Valli del Verbano, Francesco Paglia, stanno lavorando per creare un tavolo istituzionale, probabilmente coinvolgendo anche il Prefetto di Varese, il dottor Enrico Ricci, per portare alla luce il quadro attuale del collegamento tra Piero e Monteviasco, e appellarsi a Regione Lombardia per un intervento immediato. “Stiamo lavorando per istituire un confronto – racconta Paglia -, ma il nostro obiettivo è quello di operare per lo sviluppo del turismo. Abbiamo totale fiducia nel lavoro della magistratura, il piano sul quale stiamo intervenendo è un altro, e non vogliamo che si mescoli con il resto. È un caso difficile, molto complesso, ma abbiamo il dovere di capire come risolvere questo problema e far ripartire la funivia, in attesa dell’esito della vicenda giudiziaria”.

Tanti anche i primi cittadini che si stanno muovendo in queste ore, da Luino a Maccagno con Pino e Veddasca, fino ad arrivare ad Agra e Dumenza. Oltre alla solidarietà umana espressa dagli amministratori locali verso il piccolo paese, l’intento dei sindaci è quello di provare a trovare le risorse per mettere tutto a norma.

“Sono ancora molto turbato e in difficoltà a parlare di questa tragedia – racconta il sindaco di Dumenza, Valerio Peruggia -. Penso a Silvano e alla sua famiglia, prima di tutto. Non è facile affrontare una situazione come questa e comprendo le difficoltà amministrative e politiche del sindaco Ambrogio Rossi. Le indagini faranno il loro corso ed accerteranno la verità. Resta che, stando a quanto affermato, l’Ustif ci porta all’anno zero: i problemi ci sono e ci riguardano tutti. Una funivia non può permettersi di mettere a rischio viaggiatori e lavoratori, e immagino la quantità di famiglie, bambini ed anziani che hanno viaggiato sull’impianto in questi anni. Noi, come unione dei comuni, possiamo fare ben poco, già facciamo fatica ad assumere persone, immaginiamo a gestire una struttura così. È necessario che l’impianto, dopo essere messo totalmente a norma, sia gestito da un ente più grande, è impensabile, come dico da anni, che lo possa fare da solo un comune come quello di Curiglia. Ora cercheremo di intervenire e, per quanto nelle nostre possibilità, far ripartire il collegamento verso Monteviasco”.

Il tentativo è quello di far rete e, come detto prima, di risolvere il grande disagio, per i sette residenti e, soprattutto, per le attività commerciali presenti nella località, persone che hanno fatto una scelta di vita, investendo sul territorio e sul grande sviluppo turistico negli ultimi anni della piccola perla di sasso dell’Alto Varesotto, a fronte di un considerevole calo demografico di residenti. Da chi saranno rimborsati per gli investimenti fatti? Chi darà loro i soldi dei mancati introiti? Quando verrà riportata la situazione alla normalità?

Sono tutte domande che al momento vengono rimpallate sul territorio e che difficilmente troveranno una risposta a breve, almeno non prima dello stanziamento dei fondi, del passaggio di contributi e dalla gara d’appalto per i lavori di messa in sicurezza, fino ad arrivare alle autorizzazioni per la riapertura e al bando per la gestione della funivia. Insomma, una situazione a dir poco complessa e che sarà impossibile da risolvere, presumibilmente, nei prossimi mesi.

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