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Curiglia con Monteviasco | 8 Dicembre 2018

Tragedia a Curiglia, ci sono indagati per omicidio. Funivia dissequestrata ma rimane ferma

A quasi un mese dall'incidente che ha causato la morte di Silvano Dellea, terminati ieri i rilievi della Procura di Varese. Ipotesi di reato di omicidio colposo

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A poco meno di un mese dalla tragedia avvenuta a Piero (Curiglia con Monteviasco), dove ha perso la vita Silvano Dellea, 60enne vigile urbano a Maccagno con Pino e Veddasca, mentre effettuava lavori di manutenzione all’interno dell’impianto di risalito, la Procura della Repubblica di Varese ha terminato la propria attività giudiziaria, dopo aver effettuato tutti i rilievi ed i controlli per ricostruire l’accaduto.

Il dissequestro della funivia aleggiava nell’aria già da qualche settimana e, come da previsione, è avvenuto ieri mattina. Il problema, però, rimane perchè la struttura non sarà riaperta a breve termine visto che le verifiche degli organi competenti hanno evidenziato gravi carenze strutturali e procedurali che, da quanto si apprende dalla Procura, avrebbero causato la morte di Silvano.

Proprio per questa ragione l’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (organo di competenza del Ministero dei Trasporti), nonostante il dissequestro, non ha dato l’autorizzazione per la riapertura e così non sarà ancora possibile utilizzare la funivia per raggiungere il borgo di Monteviasco, che rimarrà collegata a Ponte di Piero solo percorrendo gli oltre 1400 gradini nel bosco, che la dividono dal paese di Curiglia. La funivia, allo stato attuale, secondo il procuratore della Repubblica Daniela Borgonovo e il sostituto Valeria Zini, rappresenterebbe un pericolo per gli addetti ai lavori e i viaggiatori.

Inoltre, dopo ad aver tolto i sigilli, che permetterà solo di mettere in sicurezza l’impianto, ma non farà ripartire la funivia, la magistratura ha iscritto nel registro degli indagati diverse persone e l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, dove le indagini andranno a stabilire eventuali responsabilità individuali.

La scelta di spiegare pubblicamente la situazione è stata ritenuta fondamentale per due motivi: il primo perchè bisogna far luce sulla tragedia che ha causato la morte di una persona, ed, in secondo luogo, perchè necessario mettere al corrente la piccola comunità di tutto ciò che è utile sapere. La Procura di Varese, così come tutta la comunità luinese, ha apprezzato il grande lavoro quotidiano svolto dai Carabinieri di Dumenza e quelli forestali che in queste settimane non hanno mai fatto mancare nulla ai sette residenti alimenti e medicinali, aiutandoli e sostenendoli giorno dopo giorno.

Oltre il vuoto lasciato da un uomo come Silvano e alla volontà di non arrendersi e di ripartire, evidenziata soprattutto da Barbara e Roberto, gestori del ristorante “Il vecchio Circolo”, l’isolamento di Monteviasco proseguirà. Ed era proprio questa la paura dei residenti e del sindaco Ambrogio Rossi che, già il 28 ottobre, quando il non ancora presidente della Provincia, Emanuele Antonelli, aveva fatto visita al paesino insieme al consigliere provinciale Marco Magrini, aveva dichiarato che se fosse successo qualcosa sarebbe stato difficile organizzarsi per sopperire ad un’emergenza.

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