Dopo la tragedia di oltre due settimane fa, lentamente, Curiglia con Monteviasco sta tornando alla normalità, anche se in tanti ancora non si spiegano come Silvano Dellea, il 60enne vigile urbano di Maccagno, possa essere morto in quel tragico incidente avvenuto sulla “sua” funivia. Quella che tanto amava. L’impianto di risalita è stato sequestrato per permettere all’autorità giudiziaria di effettuare tutte le verifiche e rilievi ed accertare l’esatta dinamica dell’incidente.
Da allora, infatti, il piccolo borgo di montagna è raggiungibile solo percorrendo centinaia di metri di dislivello nel bosco e oltre 1400 gradini. Nonostante la funivia nei prossimi giorni probabilmente sarà dissequestrata (niente ancora sulla riapertura), i disagi restano e quotidianamente i Carabinieri di Dumenza e quelli Forestali portano viveri e medicinali ai sette residenti. Ed è stato così anche nella giornata di domenica, quando infilati gli scarponi e allacciata la giacca i militari dell’Arma hanno “sacrificato” la loro giornata di riposo per portare alla signora Rosina la “Settimana Enigmistica” e a Giordano dei fermenti lattici.
Dopo essersi immersi totalmente nella natura, facendo attenzione a foglie secche, umidità e gradini pericolosi, sulla salita irta, sono arrivati a Monteviasco, dove ad attenderli lungo la strada vi erano una decina di capre, impegnate a pascolare e a trovare erba fresca da mangiare. Nelle piccole viuzze del borgo, invece, non si incontra nessuno, ma un raggio di sole inizia a illuminare tutte le case in pietra presenti, rendendo la “gita” molto più piacevole.
E così, dopo aver salutato Rosina, ci si concede un caffè a “Il vecchio Circolo”, quello gestito da Roberto e Barbara, l’unico aperto a Monteviasco. Entrando, però, con sorpresa, si scorgono una trentina di persone, tra luinesi, turisti ticinesi e milanesi che, impavidi, nonostante non vi sia il collegamento con la funivia, hanno deciso di visitare il borgo in pietra sia perché incuriositi e sia perché amanti del trekking. Qui, dopo essersi riscaldati e aver assaporato le prelibatezze proposte, dalle pappardelle di castagne con spezzatino di capriolo al filetto di cervo, hanno fatto rientro a Piero, prima che facesse buio.
“Stiamo salendo quasi tutti i giorni – racconta Roberto, il gestore del Circolo -. Qui abbiamo tutto e le cose che mancano, zaino in spalla, le portiamo ogni mattina. Lavorando solo sui prodotti freschi non possiamo fare altrimenti. Oggi (domenica, ndr), è stata una giornata sorprendente, non ci aspettavamo così tanta gente. Ma garantire un servizio, dopo la tragedia capitata a Silvano, è fondamentale per i turisti e anche per noi, per dimostrare che noi non molliamo”.
Scendendo a valle, si incontra un altro residente di Monteviasco, il 52enne Mauro che, insieme a Stracciatella, la sua cagnolona, un giorno si e un giorno no, scendono e risalgono da casa, per andare a lavorare: “Faccio il boscaiolo ad Armio, in Veddasca, e vivo qua ormai da diversi anni. La mia è una scelta di vita e nonostante la fatica di questi giorni, continuerò ad amare Monteviasco”.
Uno spirito che travalica il tempo, che regala una boccata d’ossigeno nella quotidiana frenesia delle nostre città.
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