Luino | 2 Luglio 2018

Problemi all’Ospedale di Luino, “Quinto piano inutilizzato e piove dentro”

Tornano con il caldo estivo alcune problematiche, tuttora irrisolte, legate alla struttura. Sergio Moalli: "Niente invettive nel confronto con la dirigenza"

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Nei giorni scorsi l’Ospedale di Luino ha goduto di un momento particolarmente positivo con la presentazione del nuovo primario di Chirurgia, Stefano Carini, affiancata ai ringraziamenti per il bel gesto di Barbara Bernardi, la signora che ha donato alla struttura un nuovo e moderno ecografo portatile, e alle parole di buon auspicio per il futuro, pronunciate in conferenza stampa dal direttore generale Callisto Bravi, che ha rimarcato l’importanza strategica del nosocomio e la centralità del ruolo ricoperto all’interno dell’azienda.

Una preziosa iniezione di fiducia lungo il percorso di crescita e potenziamento, che tuttavia non ha spento, in relazione a quest’ultimo fattore, alcune recenti polemiche che riguardano proprio la funzionalità del complesso di via Forlanini.

Preoccupazioni tutt’altro che nuove, a partire dalla polemica sulla diminuzione dei posti letto che sistematicamente si ripresenta in questo periodo dell’anno, in concomitanza con l’inizio delle rotazioni che consentono al personale di accedere alle ferie. Un aspetto ricorrente e annunciato, al pari degli interrogativi che ancora riguardano la permanente chiusura del quinto piano, completo, inutilizzato e da tempo esposto alla pioggia, che penetra all’interno a causa dei problemi di gestione e manutenzione.

Ne parla oggi, attraverso le pagine de La Prealpina, il presidente del Comitato pro Ospedale, Sergio Moalli, consapevole delle difficoltà ma anche delle diverse aperture a livello dirigenziale che hanno condotto a risultati degni di nota. “Siamo a conoscenza anche noi del fatto che è inutilizzato e che da tempo ci piove dentro – ha affermato il dottore, già primario di Ortopedia, in merito allo stato attuale del quinto piano -. Credo che un progetto di riconversione per quella parte ci possa e ci debba essere”.

In riferimento al reparto ortopedico, diretto dalla fine degli anni Novanta al 2010, Moalli ha poi sottolineato la comparsa dell’emergenza caldo, determinata dalla mancanza di un impianto di aria condizionata capace di rendere meno sofferente la degenza dei pazienti bloccati a letto, al pari di quanto già previsto per la Medicina e in parte per la Fisiatria. “Credo che questo possa essere un impegno da portare avanti per migliorare la qualità di vita dei pazienti in momenti delicati – ha affermato ancora il presidente del Comitato -. Si tratta di un servizio ormai necessario ovunque con queste temperature e con l’implementazione dell’attività”.

Un’ultima doverosa precisazione, riguarda infine il metodo con cui le situazioni vengono monitorate e successivamente portate all’attenzione della dirigenza, con dinamiche estranee alle proteste oltre misura. “Non è con attacchi o invettive che si possono risolvere problemi in questo momento storico nella sanità”, ha concluso Moalli, invitando tutte le persone, da sempre vicine alla salute del nosocomio, a combinare tra loro lucidità e fermezza durante le fasi di confronto.

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