Nuove risorse a livello professionale, umano e tecnico descrivono il futuro dell’Ospedale di Luino, questa mattina al centro di un momento istituzionale particolarmente significativo, voluto per mettere in evidenza il raggiungimento di due traguardi che coinvolgono da vicino personale medico e pazienti.
Nella sala riunioni Balduzzi – Riva, al primo piano di Villa Maria, il direttore generale dell’Asst Sette Laghi, Callisto Bravi, ha spiegato le ragioni della conferenza stampa partendo dal legame di fiducia che unisce i professionisti del nosocomio ai cittadini: “Un valore che le persone assegnano a chi si muove tra i reparti e che va oltre il mandato dei singoli direttori generali, comunque destinati ad essere sostituiti”.
Il fattore umano è dunque il filo che congiunge, all’interno di un singolo contesto, la presentazione del nuovo primario di Chirurgia, il dottor Stefano Carini, e i doverosi ringraziamenti a Barbara Bernardi, la signora che ha scelto di donare all’Ospedale un nuovo e moderno ecografo, strumento essenziale per le sale operatorie.
“Curati di chi ti cura è il concetto che sta alla base della mia decisione e quindi del mio gesto – ha spiegato la signora Bernardi in apertura di conferenza -. Lo stimolo è nato in seguito ad un infortunio personale che mi ha portato in Ortopedia per le cure del caso. Qui ho avuto modo di osservare in prima persona il grande senso di accoglienza che caratterizza gli operatori della struttura, prima di tutto nei confronti delle persone anziane. Dopo aver visto il personale lavorare in emergenza, e mantenere nonostante tutto il sorriso e la gentilezza, ho scelto di investire una somma di denaro, ereditata da un parente, a favore dell’Ospedale. Per rispondere con il bene a chi mi aveva appena donato tutta la sua umanità”.
Una rappresentazione perfetta dell’aiuto reciproco, “Un esempio per tutti i luinesi”, parafrasando ancora una volta il direttore Bravi, che ha poi colto l’occasione per ribadire il ruolo strategico del nosocomio cittadino, sia a livello locale che provinciale, primo polo riabilitativo dell’Azienda e secondo per le cure subacute, con oltre tremila giornate di ricovero nell’area di riferimento ogni anno.
Sui vantaggi specifici connessi all’ecografo è poi intervenuta la dottoressa Annamaria Armagno, responsabile della Day Surgery del Verbano, che ha paragonato il prezioso apparecchio ad una fuoriserie, per rendere al meglio l’idea delle potenzialità applicate alle esigenze quotidiane del reparto. “Rispetto allo strumento che avevamo precedentemente in dotazione – ha sottolineato la dottoressa -, questo macchinario ci consente di lavorare con immagini molto più precise e nitide sulla delicata fase dell’anestesia, fornendo ai tecnici un supporto tecnologico di alta qualità che consenta loro di somministrare l’anestetico in modo più preciso ed efficace”.
Ottimizzare i tempi e credere nella capacità di fare rete, sia tra reparti che tra strutture dello stesso territorio, sono le linee guida riprese e sottoscritte dal dottor Stefano Carini, che dalla nebbia piacentina al sole del lago Maggiore non si scosta di un centimetro dal suo approccio alla professione, rivolgendo ai futuri colleghi, i medici e gli infermieri presenti in sala, poche parole e un unico pensiero per i mesi a venire, quello di suscitare sempre la massima affidabilità nei pazienti. “Perché un chirurgo lo si giudica per come muove le mani“.
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