Luino | 13 Luglio 2019

Elisuperficie di Voldomino, “C’è poco da tagliar nastri, dovremmo pretendere scuse a testa bassa”

Una lunga lettera quella inviata in redazione dall'attivista del Movimento 5 Stelle Gianfranco Cipriano, che critica l'amministrazione comunale e Regione per i ritardi

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Negli scorsi giorni è stata riaperta l’elisuperficie di Voldomino, frazione di Luino, da qualche anno chiusa a causa della mancanza di alcuni requisiti e autorizzazioni legate alla sicurezza della pista e dell’atterraggio da parte degli elisoccorso regionali.

Così, già lo scorso anno con l’allora dg dell’ASST dei Sette Laghi, il dottor Callisto Bravi, dopo un incontro a Varese con il vicesindaco di Luino, Alessandro Casali, e l’attuale direttore dell’ATS Insubria, Maria Lucas Gutierrez, si era avviato l’iter burocratico per finanziare l’intervento di sistemazione dell’elisuperficie. 60mila euro i fondi stanziati, tramite Regione Lombardia, che hanno portato alla riapertura dell’area, utile per tutti i soccorsi di emergenza-urgenza nel territorio di tutto l’Alto Verbano.

Oggi, però, a qualche giorno dall’apertura, ad intervenire è l’attivista pentastellato luinese, Gianfranco Cipriano, che ha criticato l’amministrazione comunale e Regione Lombardia per aver abbandonato in questi anni l’importante opera realizzata dieci anni fa dall’ex sindaco Gianercole Mentasti.

Ecco la lettera inviata alla redazione dall’attivista luinese del Movimento 5 Stelle, Gianfranco Cipriano.

Da cittadino, ai cittadini dico: “C’è poco da tagliar nastri, anzi dovremmo pretendere scuse a testa bassa”.

L’elisuperficie sulla piana di Voldomino è un’opera inaugurata oltre 10 anni fa dall’amministrazione di Gianercole Mentasti e negli anni ha consentito agli equipaggi dell’elisoccorso di occuparsi al meglio e rapidamente delle emergenze sul nostro territorio potendo contare su un punto di riferimento per l’atterraggio sicuro e adatto alle operazioni di pronto intervento.

Riporto, parola per parola, alcune frasi dell’intervento che Emanuele Monti, Presidente della commissione Sanità di Regione Lombardia, ha espresso in un video divulgato ai media:”Oggi è una giornata importante perché finalmente è stata attivata la piazzola dell’elisoccorso a Luino […] Come Regione abbiamo stanziato le risorse (60.000 euro) […] La piazzola di elisoccorso a Luino era stata abbandonata, in grado davvero di abbandono negli ultimi anni, questo recupero e questo servizio in più per i cittadini […] è un tema di priorità assoluta per Regione Lombardia”.

Proprio queste parole esprimono al meglio il mio dissenso ed ancora una volta Monti mette il dito nella piaga dell’Amministrazione luinese e degli enti sanitari locali.

Amministrazione e Regione hanno abbandonato negli ultimi anni un’opera così strategicamente importante privandola delle dovute manutenzioni ed ammodernamenti, lasciando scoperto il territorio dell’apposita area. A supplire a tale compito è stata identificata per anni una zona sita vicino al Centro Sportivo “Le Betulle”, però sprovvista di impianto di illuminazione e dei dovuti accorgimenti di sicurezza per l’atterraggio dei velivoli, sottoponendo anche gli equipaggi a situazioni di manovra e soccorso maggiormente rischiosi.

Ancor più rammarico proviene dal fatto che l’intervento di recupero dell’elisuperficie ha richiesto un costo di soli 60.000 euro che, su un bilancio di quasi 20 miliardi di euro di Regione Lombardia, non sono altro che una gocciolina nel mare.

Quindi auspico che i signori Dr. Lucas Maria Gutierrez (Direttore Generale di ATS Insubria), Dr. Guido Garzena (Direttore e responsabile AREU), Dott. Ugo Palaoro (Direttore Amministrativo ASST dei Sette Laghi) e Alessandro Casali (vicesindaco di Luino), protagonisti della cerimonia, dopo aver creato un evento per tagliare un nastro, per altro già tagliato, ne creino ora uno ad hoc per scusarsi dell’aver privato il luinese, a causa dell’abbandono totale dell’area negli ultimi anni, di quest’indispensabile superficie dedicata agli interventi in emergenza.

Mi piace ricordare inoltre che le amministrazioni, spesso baldanzose e pronte ad inaugurazioni, per ogni cosa che fanno utilizzano soldi pubblici. Troppo spesso invece si atteggiano come se le opere compiute derivassero da fondi propri.

Gianfranco Cipriano

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