Laveno Mombello | 13 giugno 2018

Laveno, il caso Rodari torna in consiglio comunale: nuove prove dal gruppo “Centrodestra e indipendenti”

Con una mozione la minoranza porta in aula altri argomenti sui presunti abusi edilizi compiuti dall'assessore, sfruttando un terreno pubblico. Ecco il resoconto

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Ad un mese di distanza dall’ultimo consiglio comunale, non si placano a Laveno Mombello le polemiche sul caso dell’assessore Rodari, accusato dalla minoranza di aver compiuto abusivamente delle opere edilizie su un terreno pubblico confinante con la sua proprietà privata, sfruttando così a proprio vantaggio lo spazio concessogli per alcuni interventi di manutenzione.

Nonostante le parole con cui il sindaco Ielmini evidenziava a maggio la trasparenza nell’agire dell’assessore, la questione è tornata in aula con una seconda mozione del gruppo “Centrodestra ed indipendenti” sul tema, dopo il respingimento della prima.

I consiglieri Graziella Giacon e Giancarlo De Bernardi, hanno quindi portato all’attenzione dei colleghi nuovo materiale a sostegno delle precedenti accuse, contestando inoltre quanto affermato nel consiglio di maggio da Ielmini. Dopo aver visionato ulteriori documenti fotografici, realizzati da alcuni cittadini, la minoranza ha comunicato di aver redatto un esposto per la Procura della Repubblica del Tribunale di Varese, per il Comando dei Vigili Urbani e per il responsabile tecnico, contenente le prove di altri abusi probabilmente realizzati dall’assessore Enrico Rodari.

“Queste nuove opere – si legge nel comunicato reso noto dal gruppo di centrodestra – sono riconducibili ad un muro con soprastante recinzione metallica, che di fatto ha suddiviso in due il terreno di proprietà comunale, mappale 7647. Una parte, la più a monte, raggiungibile solo attraverso la proprietà dell’assessore Rodari, la parte più a valle, invece, accessibile dalla pubblica via superando il muro di sostegno stradale, ma di fatto irraggiungibile dalla normale utenza cittadina“.

La recinzione così posizionata, secondo i consiglieri, consentirebbe a Rodari di “Utilizzare in modo esclusivo la parte alta del terreno, lasciando la parte bassa pressoché irraggiungibile”. La nota, che si conclude con un invito rivolto alla Polizia Giudiziaria, affinché intervenga per accertare l’effettivita veridicità di quanto rilevato, lascia intendere che questo scontro sia al momento tutt’altro che chiuso.

(Foto archivio) 

 

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