Laveno | 9 Maggio 2018

Laveno, scontro in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione

Respinta la mozione presentata dal Centrodestra sull'incompatibilità di ruolo dell'assessore Rodari. Il sindaco Ielmini: "Ha sempre agito con trasparenza e correttezza"

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Si è riunito nella serata di lunedì, presso la Sala delle Adunanze in Municipio, il consiglio comunale di Laveno Mombello.

La nuova sessione ordinaria (dopo un momento di silenzio proposto dal sindaco, in memoria di Aldo Moro e della sua scorta) si è aperta con alcune questioni di carattere economico relative all’adeguamento degli stanziamenti per il bilancio di previsione 2018-2020, all’aggiornamento del DUP (Documento Unico di Programmazione) e all’approvazione del rendiconto 2017. Tutti votati positivamente dalla maggioranza con voto contrario della minoranza sul rendiconto. All’ordine del giorno, come previsto, anche la discussione attorno alla proposta di “supporto al disarmo nucleare”, presentata da “Centrosinistra e lista per Laveno Mombello Cerro” insieme alla sottoscrizione del “trattato per la proibizione delle armi nucleari da parte governativa”.

Il confronto più atteso, però, già annunciato come punto caldo dai due schieramenti, si è svolto in merito alla mozione del centrodestra “Incompatibilità di ruolo del consigliere Enrico Rodari”, firmata da Graziella Giacon e Giancarlo De Bernardi, per chiedere le dimissioni del consigliere e assessore a conclusione di una vicenda iniziata nel 2016 e mai del tutto chiarita.

Tutto ha inizio nel mese di luglio di due anni fa, quando i due consiglieri presentano un’interrogazione per avere risposte circa la regolarità edilizia di alcune opere avviate da Rodari su un terreno del comune, destinato a parco pubblico, confinante con la sua proprietà. Si tratta nello specifico della posatura di una pavimentazione in beole per cui i due consiglieri avanzano fin da subito un’ipotesi di sconfinamento e dunque di abuso. Per le sopracitate risposte però, Giacon e De Bernardi dovranno attendere parecchi mesi, in quanto le prime verifiche dell’Ufficio Tecnico non risultano utili a definire il confine esatto tra le due aree.

Dopo ulteriori rilevazioni giungono le prime delucidazioni sullo sconfinamento, per il quale viene chiesto il parere anche ad un tecnico esterno, in grado di stabilire eventuali sanzioni. Dalla nuova perizia, redatta a distanza di tempo dal geometra Savini e depositata nel mese di dicembre del 2017, emerge la conferma del presunto abuso edilizio che serve alla minoranza per tornare sui possibili provvedimenti, con una richiesta inoltrata all’Ufficio Tecnico e datata marzo 2018 (ancora in attesa, ndr).

All’inizio di aprile il responsabile del settore emette una diffida nei confronti dell’assessore Rodari per la demolizione delle opere realizzate sul suolo comunale, specificando che il ripristino non è relativo alle presunte irregolarità edilizie ma sopraggiunge come “sistemazione dovuta alla riconsegna di un bene dato in uso“. Per i consiglieri di minoranza la faccenda è tutt’altro che chiusa, come testimonia il ricorso al contratto di comodato d’uso che prevede esclusivamente “la pulizia e il taglio a raso del prato”, nonché “la rimozione degli arbusti e delle erbe infestanti”.

L’ultimo atto arriva dal Consiglio di lunedì, con la maggioranza che si stringe compatta attorno a Rodari, respingendo la mozione di sfiducia e fornendo tre definitivi chiarimenti tramite la lettura di un documento intitolato “Alla luce del sole”. A rispondere è il sindaco Ercole Ielmini: “Nel 2005 Rodari esegue i lavori per la nuova pavimentazione dopo aver ricevuto l’approvazione del progetto da parte dell’Ufficio Tecnico, il quale non si preoccupa però di accertare i confini tra il terreno di proprietà e quello comunale. Nel 2017 l’Ufficio Tributi interviene notificando a Rodari il pagamento dell’imposta Imu per il terreno in questione, divenuto edificabile dal 2014″. Si tratta della prima richiesta di pagamento, in risposta ad un altro fatto inserito nella mozione come prova di incompatibilità di ruolo: il “mancato pagamento dell’imposta Imu per un importo di circa 9000 euro con regolari cartelle di messa in mora, in parte emesse e in parte in corso di emissione, secondo quanto dichiarato dal responsabile del settore finanziario”.

All’inizio di quest’anno viene finalmente stabilito l’esatto confine tra la proprietà dell’assessore Rodari e il terreno comunale. L’assessore ha sempre agito con trasparenza e correttezza – conclude il primo cittadino -, mantenendo il terreno in buone condizioni, pagando le imposte dovute e ottemperando alle disposizioni dell’Ufficio Tecnico. Non ci sono stati abusi, né evasioni e tutti gli atti riguardanti la vicenda sono pubblici“. Firmato, il gruppo consiliare del Centrosinistra.

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