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Luino | 26 Agosto 2017

Vaccini, una mamma luinese scrive all’assessore Franzetti: “Chiuderemo frontiere per tutelare i più deboli?”

Dopo le parole della responsabile dei Servizi Sociali del paese lacustre, interviene una 30enne, madre di tre figli, che riflette sul tema e pone alcune domande

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Il tema “vaccinazione” su tutto il territorio nazionale è molto sentito, tra chi è favorevole e chi è contrario, mentre il Ministero della salute ha emanato una circolare con tutte le informazioni operative relative alla legge sulle vaccinazioni obbligatorie (legge 119 del 31 luglio 2017). Dieci in totale le vaccinazioni obbligatorie  per bambini e ragazzi da zero a 16 anni, con l’obbligo che riguarda sia le prime dosi sia i richiami e interessa anche i minori stranieri non accompagnati.

Solo ieri, sull’argomento, è intervenuta l’assessore ai Servizi Sociali di Luino, Caterina Franzetti, che, a sua volta, recependo le direttive del governo, ha pubblicato un’informativa indirizzata ai luinesi sugli obblighi vaccinali per la frequenza di asili nido e scuole materne nel paese lacustre.

Ed è una mamma luinese di tre bambini, S.M., a scrivere in redazione, inviando una lettera indirizzata proprio alla Franzetti, che mira alla riflessione esprimendo la sua opinione in merito e tutte le perplessità sulle vaccinazioni. Vi riportiamo il testo.

Alla cortese attenzione dell’assessora Caterina Franzetti.

Buongiorno, mi presento, sono la mamma di tre meravigliosi bimbi, ho trent’anni e lavoro per offrire ai miei figli un presente e un futuro alla loro altezza. Mi sono ritrovata a leggere un articolo che la riguarda. “Vaccinare i propri figli è un gesto di solidarietà e della difesa dei più deboli”. È una bellissima cosa. Il problema è che tutto ciò non è fattibile.

Premetto che la mia bimba più grande è vaccinata mentre i più piccoli no. Grazie all’esperienza con la prima figlia ho ritenuto ” inutile” far vaccinare gli altri due. La grande infatti nonostante i vaccini ha fatto la maggior parte delle malattie infettive, i piccoli invece, pur vedendo a contatto diretto con lei, non hanno mai e ripeto mai avuto nulla. Hanno un sistema immunitario da far invidia e onestamente vorrei rimanesse così.

Ma questo è un punto di vista personale. Non voglio minimamente disquisire sull’utilità o meno, ma è corretto dire che questa nuova legge sui vaccini per quanto mi riguarda è immorale e anticostituzionale. Non essere liberi di scegliere non è giusto, sia essendo a favore che essendo contro.

Comunque veniamo al motivo che mi ha spinto a scriverle. Lei si rende conto di quanto vicino noi ci troviamo alla Svizzera? Bene, non so se sa che le leggi in Svizzera, quelle che riguardano le vaccinazioni, sono molto diverse dalle nostre. Ogni giorno, al parco giochi, nei bar, al supermercato e in moltissimi altri posti, i nostri figli vengono a contatto con bambini non vaccinati. Sono prevalentemente svizzeri, ma anche turisti dalla Germania, dalla Francia, ecc. Siamo una meta turistica e aggiungerei fortunatamente. Ma questo impone che coloro che lei chiama “più deboli” vengano a contatto direttamente o indirettamente con persone che non hanno il nostro stesso calendario vaccinale. Non voglio includere gli “extracomunitari” nella lista perché poi si scatenerebbe una polemica razzista. Parlo solo dei turisti che ogni giorno vengono a contatto con noi. Si parla di immunità di gregge ma ci rendiamo conto che non è fattibile soprattutto sul confine? Solo il mercoledì, grazie al mercato, le probabilità di contagio sarebbero “disastrose”.

Io sono mamma e voglio tutelare innanzitutto i miei bambini. I rischi dei vaccini non sono favolette raccontate dai paranoici come spesso viene chiamato chi ha paura della sicurezza dei medicinali. Se esiste una legge che risarcisce le persone con danni da vaccino significa che lo stato riconosce che ciò può succedere. Ci sono pericoli in entrambe le scelte ma togliere ad un genitore la possibilità di scegliere per il proprio bambino è , come ho già detto, immorale e anticostituzionale. Senza ovviamente considerare il documento di sgravio di responsabilità che ogni mamma e papà devono firmare. Lo stato impone ma le conseguenze le pagano i genitori? Ci sono tante, troppe, storie di genitori abbandonati a loro stessi. Genitori che devono pagare a vita le conseguenza di reazioni ai vaccini. Mi dispiace ma personalmente è un rischio che non mi sento di correre. Mi sono divulgata troppo sulla mia posizione personale.

La domanda che ora voglio porle è questa: chiuderemo le frontiere per tutelare i più deboli? Far sembrare genitori che hanno scelto coscientemente di non vaccinare per degli irresponsabili o degli insensibili non è una bella cosa. Ogni madre e ogni padre credo che vogliano solo il meglio per i loro bimbi e sono convinta che vaccinare indiscriminatamente e senza esami preventivi non sia per forza la scelta più giusta solo perché oggi i nostri politici hanno deciso così. Mi dispiace ma non pensare ad un coinvolgimento economico non è possibile.

Rispetto moltissimo l’intento di proteggere i più deboli ma non credo che sia questa la strada giusta”.

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Una replica a “Vaccini, una mamma luinese scrive all’assessore Franzetti: “Chiuderemo frontiere per tutelare i più deboli?””

  1. Ignazio Gianotti ha detto:

    Sono un padre di una figlia di 10 anni, dal 2007 ha regolarmente fatto le vaccinazioni obbligatorie per legge tralasciando quelle facoltative in quanto la rosolia, il morbillo e la parotite se si sviluppano durante l’adolescenza in modo naturale in un corpo sano, la risposta dell’organismo e’ immediata. Mi ricordo che a scuola da ragazzo le ho fatte tutte ed erano altri tempi (classe 1960). L’unico neo è stato quello che mia mamma ha dovuto rimanere a casa dal lavoro… Cordiali saluti da Ignazio Gianotti cittadino Italiano.

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