La mobilitazione per salvare gli ippocastani, la richiesta agli amministratori di impostare un confronto per sviluppare nuovi parcheggi attorno all’area, l’appello per risolvere l’emergenza topi dietro all’edicola, lo scorso agosto.
Quelli elencati sono solo alcuni esempi dei “casi” che negli ultimi mesi hanno tenuto viva l’attenzione nei confronti di piazza Libertà, croce e delizia per i luinesi che considerano questa porzione di centro un’opera tuttora incompiuta o comunque non sfruttata a dovere per l’enorme potenziale che già il solo panorama suggerisce.
Tra questi cittadini c’è anche chi, nel corso degli anni, ha assistito alle diverse mutazioni della piazza, sfruttando ancora oggi il tempo di una passeggiata per riflettere sull’aspetto attribuito a questo spazio di collegamento tra le due sezioni di lungolago. Lo ha fatto di recente un nostro lettore, che ha poi scelto di scrivere alla redazione per condividere alcune considerazioni sul futuro di quello che è ampiamente considerato come il biglietto da visita di Luino.
I suoi appunti e suggerimenti sulle modalità di impiego dell’area, per una valorizzazione della stessa che vada oltre i mesi più caldi o l’intrattenimento invernale con la pista di pattinaggio, sono contenuti in un estratto della lettera che alleghiamo di seguito.
Dopo la bella e rigenerante passeggiata sul nuovo lungolago mi imbatto in questa nota stonata, un luogo che dovrebbe essere il biglietto da visita per i molti turisti che arrivano via lago e via strada, ma come primo impatto diciamo che non è un gran bel vedere.
Negli ultimi tempi è stata aggiunta una nota floreale per renderla un po’ più ‘friendly’, ma la tristezza che emana è tanta, è troppo poco per sfruttarla quei due o tre mesi invernali piazzandoci una piccola pista di pattinaggio, oppure organizzando in estate saltuariamente qualche concerto musicale. Ben vengano queste cose, sia chiaro, ma credo a mio modesto avviso che se si vuole rendere veramente turistica una città come la nostra, urge rendere vivibile questo spazio pubblico, in modo da poterlo sfruttare veramente 365 giorni l’anno.
Nell’ambito del restyling floreale, nessuno ha pensato di poter studiare una piccola rientranza, per esempio per una fermata dei bus, oppure oltre a posizionare delle semplici panchine (anche di gusto discutibile), creare qualcosa che d’estate possa riparare dal caldo e dal sole le persone che passeggiando vogliano sedersi a riposare. Qualcuno dirà che ci sono altre panchine, vero, ma un ulteriore abbellimento non guasta.
Una rivisitazione di questo ‘lavoro’ gioverebbe inoltre alle attività locali che vi sono intorno. Se si vuole puntare sul turismo e di conseguenza sulla crescita di Luino, non bisogna fossilizzarsi solo con l’abbellimento dello storico Palazzo Verbania, è necessario guardare oltre. Del resto anche nel programma elettorale dell’attuale amministrazione, era stata inserita nel piano delle opere triennali la riqualificazione di piazza Libertà (il documento del programma lo si può verificare a questo indirizzo nel capitolo Prosecuzione degli interventi di arredo urbano in centro città e nelle frazioni – triennio concluso, ndr).
L‘augurio è che questo luogo per niente affascinante venga a breve restaurato, e non venga impalcato un semplice cantiere solo per guadagnare qualche consenso elettorale in più nella primavera del 2020. Mi auguro proprio che questa piazza che oggi emana solo tristezza, possa veramente diventare un punto di ritrovo in grado di ospitare le più svariate manifestazioni luinesi.
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