Egregio Direttore,
alla luce dei continui drammi dell’immigrazione di profughi provenienti dai Paesi più poveri dell’Africa e dell’Asia per la miseria, per le guerre o per le gravi carestie provocate dal cambiamento climatico causato dagli uomini con l’inquinamento ambientale, desidero evidenziare che nella nostra fragile e spesso indifferente società, afflitta da grandi conflitti, contraddizioni, ingiustizie e diseguaglianze sia civili che sociali, l’accoglienza nei confronti di chi ha bisogno di aiuto e di chi è povero non è solo un insegnamento “socialista” ma è anche un insegnamento “umano”, “cristiano” e di Civiltà.
I “sovranisti” di estrema destra, che vogliono allontanare dall’Europa gli stranieri extracomunitari, soprattutto africani e musulmani, per “difendere” la “cultura cristiana” e i “valori cristiani” dell’Europa (a prescindere dal fatto che tali stranieri qui vivano e lavorino regolarmente e rispettino doverosamente le nostre Leggi), ignorano o ipocritamente dimenticano gli insegnamenti di Gesù nel Vangelo, infatti: “ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. … In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me” (Matteo XXV).
Il termine utilizzato nel Vangelo per indicare “forestiero” è “ξένος” (“xenos”), che in greco classico più precisamente vuol dire “straniero”, quindi riguardante anche persone di culture, di usanze, di lingue e di religioni diverse dalle nostre (purché ovviamente abbiano intenzioni pacifiche e non vogliano imporci la loro cultura).
Anch’io voglio preservare la nostra grande Cultura e la nostra antica Civiltà, di origine greco-romana, da “contaminazioni” culturali straniere ma in questi tempi particolarmente drammatici per la nostra sempre più fragile e sempre più indifferente società, e per la stessa Civiltà umana, interessata principalmente solo al profitto economico da conseguire a qualsiasi costo umano e sociale, in cui sempre più spesso viene meno il senso del Bene pubblico e comune per tutti, della Solidarietà umana nei confronti degli “altri” e dei “diversi” nonché del Pensiero critico, mi preme ricordare ancora che la Cultura rappresenta la possibilità di unire gli uomini e di superare le loro divisioni e le loro diversità attraverso la Conoscenza, infatti: “La cultura permette di distinguere tra bene e male e di giudicare chi ci governa. La cultura ci salva dal buio” (Claudio Abbado); “Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino” (Seneca).
Di fronte alle odierne gravi e continue tragedie umane, provocate sia dal fanatismo politico e religioso sia dall’idolatria del potere e del profitto economico evidenzio ancora che: “E’ per la brama delle ricchezze che sorgono tutte le guerre” (Platone).
Il vero Cristianesimo, per il quale “Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Paolo di Tarso), è il contrario e l’opposto del sovranismo egoista e del nazionalismo esasperato: “Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali” (Martin Luther King citando la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti); “Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo” (George Santayana).
Alberto Morandi
Laveno Mombello (VA)
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