Brenta | 1 Dicembre 2025

Furti negli appartamenti, la lettera: «Iniziative reali e fatti percepiti»

Il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, dopo il tavolo provinciale sul tema: «Ho chiesto il potenziamento dell'organico delle forze dell'ordine e più coordinamento». Il dato: episodi in calo

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(Lettera firmata da Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta) Si è svolta in questi giorni una riunione presso la sede della Provincia di Varese, promossa dalla Comunità Montana Valli del Verbano, alla presenza di Prefetto, Questore e Rappresentanti delle Forze dell’Ordine, avente come oggetto la preoccupazione dei cittadini per i furti che in questo periodo, ma non solo, hanno interessato il territorio comunitario.

Devo precisare che la statistica provinciale ci dice che nell’anno i furti complessivamente sono diminuiti ma questo certo, pur essendo un dato positivo, non aiuta al miglioramento della condizione di tranquillità dei cittadini.

Nel mio intervento, con cui ho sottolineato il difficile lavoro delle forze dell’ordine, ho chiesto di potenziare l’organico complessivo e soprattutto di operare ad un maggior coordinamento interforze, e di sollecitare il governo affinché vengano dati i necessari strumenti: mezzi, risorse, strumenti atti a migliorare la capacità operativa delle forze dell’ordine.

Mezzi necessari anche ai comuni che devono potenziare i servizi di sorveglianza e di lettura targhe da mettere a disposizione di una visione operativa e identificativa capace di intercettare le forme di criminalità. Certo per operare in questa condizione ci vogliono le necessarie risorse ed una operatività coordinata nell’installazione dei sistemi che devono colloquiare attraverso un sistema generale, sovracomunale, territoriale, provinciale di controllo.

Ho chiesto altresì di aprire un dibattito, rivolto alle forze politiche, verso un percorso di certezza della pena perché se le forze dell’ordine dopo aver arrestato il delinquente lo rivedono dopo pochi giorni libero entrano in una fase di scoramento, di delusione, di impotenza ad esercitare con capacità il loro dovere.

Certo una maggiore presenza per un migliore controllo territoriale aiuta, ma se poi il criminale è rimesso in libertà senza il tempo necessario all’espiazione di una pena o ad un percorso di rieducazione, le forze di polizia non possono cambiare le cose. In questa condizione se una persona viene arrestata ma poi rilasciata può continuare a rubare, rapinare, delinquere e le forze dell’ordine possono procedere al massimo ad un altro arresto!

Ho ribadito altresì come nei cittadini la paura venga alimentata anche dal senso di impunità, dalla vulnerabilità percepita in contesti di criminalità o di disagio e dalla sensazione di essere abbandonati dalle Istituzioni.

Dobbiamo dare nel nostro ruolo la sensazione di una capacità reale di intervento percepita dai cittadini come reale presenza dello Stato nella sua capacità di sicurezza, perché I furti in abitazione non provocano solo danni materiali ma anche un profondo senso di violazione della propria sfera più intima e privata.

Ben vengano le iniziative di promozione del senso civico e la collaborazione con le istituzioni per migliorare la sicurezza generale ma ho teso a sottolineare come le iniziative “fai da te” possano risultare pericolose sia nella condizione di sicurezza quanto nella violazione della condizione di privacy.

La sicurezza e la percezione di legalità, a mio avviso, devono essere garantite dalle forze dell’ordine, addestrate e formate anche per questi scopi. In questo ambito i cittadini chiedono a noi e alla politica maggiori azioni. Su questo tema dovrebbe emergere una condizione di unità, almeno nei territori dove operiamo, quale esempio della capacità di mettere in campo azioni tangibili che possano migliorare la percezione reale di sicurezza e rendere meno stressata dalla paura la vita dei nostri concittadini.

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