Laveno Mombello | 15 Dicembre 2025

La lettera: «Il ministro Bernini ha dimostrato di non conoscere la storia d’Italia»

Alberto Morandi commenta la reazione della titolare di Università e Ricerca alle critiche che le sono state recentemente rivolte da alcuni studenti, da lei etichettati come «poveri comunisti»

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(Lettera firmata da Alberto Morandi) Egregio Direttore,

lo scorso 11 dicembre il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, durante la manifestazione politica di “Atreju”, organizzata dalla sezione giovanile di “Fratelli D’Italia”, si è rivolta a un gruppo di studenti che la contestavano in modo pacifico per la riforma dell’accesso alla Facoltà di Medicina con un’espressione utilizzata in passato da Silvio Berlusconi: “siete sempre solo dei poveri comunisti”.

Il Ministro ha così dimostrato di non conoscere la storia d’Italia, infatti grazie a molti “poveri” comunisti, tra i quali Antonio Gramsci (chi era costui?), che hanno combattuto contro la dittatura fascista e contro l’occupazione nazista, l’Italia è diventata una Repubblica con una Costituzione democratica e liberale, conquistando a duro prezzo i fondamentali diritti civili, politici e sociali di Libertà, in precedenza negati dal regime fascista, per tutti i cittadini indipendentemente dalla loro fede politica e religiosa, dal loro sesso, dalla loro “razza” e dalla loro condizione sociale.

Inoltre il Ministro e i membri del Governo hanno giurato fedeltà alla Costituzione repubblicana redatta anche con l’importante contributo dei comunisti italiani, infatti il Presidente dell’Assemblea Costituente era il comunista Umberto Terracini, condannato dal regime fascista a 22 anni e 9 mesi di carcere per le sue idee antifasciste.

Gli esponenti dell’attuale maggioranza di Governo dovrebbero conoscere l’evidente differenza tra l’importante conquista delle libertà politiche, civili e sociali, ottenute in Italia grazie alla dura lotta sostenuta dai comunisti (e dai socialisti) italiani (Giuseppe Di Vittorio, Luigi Longo, Luciano Lama, Enrico Berlinguer, Nilde Iotti), rispetto ai ben noti crimini commessi in Unione Sovietica e anche nei Paesi dell’Europa orientale dalla tragica dittatura stalinista basata sul terrore e sull’oppressione delle libertà individuali.

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