“Il Comitato Piazza Libertà ha letto con interesse la notizia dell’impegno della giunta comunale a risolvere i problemi della piazza, che già erano stati portati in esame dal Comitato stesso, e per i quali, nell’incontro tenutosi in comune, il sindaco aveva assicurato ci sarebbe stato un intervento risolutivo. Grazie quindi ai topi, che hanno saputo ottenere più attenzione di un gruppo di cittadini”.
E’ con queste parole che il Comitato Piazza Libertà, fondato lo scorso marzo per rendere i cittadini maggiormente partecipi delle decisioni riguardanti la piazza e l’area del centro in cui sorge, torna a farsi sentire.
Lo spunto per riprendere l’analisi dei temi cari al gruppo, più volte approfonditi negli ultimi mesi con un dibattito che anche sui social network è riuscito a coinvolgere la comunità, arriva dagli sviluppi relativi al caso dei topi dietro l’edicola, di cui abbiamo parlato nella giornata di lunedì.
Se infatti dal comune è giunta la conferma di un piano per risolvere definitivamente le problematiche evidenziate dai gestori, a partire dall’abbattimento del muro che delimita lo spazio posto dietro il rivenditore, dal Comitato viene fatto presente che proprio attorno alla sistemazione di quel tratto di lungolago si concentrano alcune delle principali richieste avanzate dal gruppo all’amministrazione, fin da principio.
E’ così che con una nota inviata alla redazione, e firmata da Patrizia Martino, responsabile comunicazione del Comitato, viene riaperto il confronto sul futuro dell’edicola e della piazza, tra parcheggi, spazi per le bancarelle dei prodotti locali, recupero dell’ex Imbarcadero e tutela degli ippocastani. Ecco quindi di seguito il testo integrale del messaggio.
Certamente la questione igienica è al primo posto, e il Comitato l’aveva già evidenziato, facendosi portavoce del disagio dei commercianti, che avevano segnalato il problema e richiedevano con urgenza un intervento risolutivo. Si spera quindi che a seguito dell’allarme igiene, prevedibile, si possa addivenire alla definizione di un piano che affronti i vari aspetti della questione stessa.
Si legge nell’articolo apparso della sistemazione della zona dietro all’edicola. Verrà messa della ghiaia, però al Comitato era stato detto che sarebbe stata realizzata una zona alberata. Non si vuole entrare nel merito, semplicemente, visto che era stato richiesto qualche posto macchina, ci si domanda perché non sia possibile ricavarlo proprio in questo spazio, come era stato proposto, tenuto conto che al posto degli alberi ci sarà semplice ghiaia.
Nulla si dice riguardo alla sistemazione dell’edicola. il Comitato propone di mantenere la situazione attuale e posizionare l’Info Point all’Imbarcadero. Sarebbe bello se si potesse nuovamente rendere agibile il terrazzo posto sopra. L’edicola in piazza c’è sempre stata ed era tra quelle che avevano più clienti. Non si riesce a capire come mai non vi sia, da parte dell’amministrazione, interesse a mantenere le tradizioni cittadine, soprattutto per i servizi da sempre offerti.
Il Comitato ribadisce le perplessità riguardo all’idea, presentata nell’incontro in comune, di creare una zona aperta dove attualmente c’è l’edicola. Ciò per evidenti problemi di igiene e sicurezza. Non si sono ancora visti i provvedimenti annunciati per quanto riguarda la situazione di sosta delle auto.
Con l’architetto Santambrogio erano state individuate due possibilità: una dove attualmente c’è la fermata del pullman e l’altra lungo il tratto di strada dall’edicola al ristorante, posto dietro la stessa. Sono state avanzate proposte anche per quanto riguarda l’utilizzo dello spazio centrale della piazza, che potrebbe coinvolgere, magari il mercoledì durante il mercato, l’esposizione e la vendita dei prodotti del territorio. Inutile dire che è possibile salvaguardare la pavimentazione con degli appositi teli, che gli ambulanti dovranno stendere al suolo, come già viene fatto in altri paesi, ad esempio a Cannobio.
Una volta al mese si potrebbe fare il mercatino dell’usato e si potrebbe pensare ad altre manifestazioni da tenersi con uguale periodicità, in modo da rendere la pizza più viva.
Rimane la questione degli ippocastani, che sono il vero monumento vivente della piazza. Da tempo immemore si trovano lì, citati per la loro ombra nel libro ‘Il cappotto di Astrakan” di Piero Chiara: ‘… glielo descrissi, vicino al porto, sul quale si affacciava da un portichetto, coi tavolini di ferro e i miei amici seduti intorno fin dalla mattina. Le barche che andavano e venivano. La gente che passava, il biliardo dentro il caffè, in attività tutto il giorno, e il giardinetto inghiaiato sempre in ombra dietro, con le piante concimate con i fondi di caffè nelle mezze botti dipinte di verde’.
Non si capisce il motivo per cui debbano essere eliminati. Tra l’altro il sindaco ha promesso di non farlo. Siamo certi che rimarranno lì dove sono, e se un giorno dovessero ammalarsi e non potessero essere curati, verranno sostituiti con altri ippocastani, in modo da avere almeno qualcosa che permane e che ci permette di connotare nello spazio e nel tempo la nostra città.
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