Entra nel vivo l’estate del territorio luinese e dell’Alto Varesotto, non solo per gli eventi e per il caldo, ma anche per la lotta al gioco d’azzardo patologico. Negli scorsi giorni, infatti, l’approvazione all’unanimità del nuovo regolamento del Piano di Zona, in cui sono inseriti ben 24 comuni del territorio, che prevede una restrizione gli orari di apertura di questi locali (sale slot, esercizi di vendita di gratta e vinci, etc, ndr) dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14, nella pausa pranzo, e dalle 19 alle 21, orario cena, ha generato malcontento tra gli operatori di settore e le associazioni di categoria.
Numerose le lettere arrivate a tutti i consiglieri comunali, in cui si chiede non solo un’audizione, ma anche di sospendere l’approvazione del regolamento fino all’incontro tra le parti. Se nella giornata di sabato era stata l’assessore ai Servizi Sociali, Caterina Franzetti, che da anni si occupa di stilare il regolamento insieme al sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, e al sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, nonché presidente del Piano di Zona, ad affermare che “non si torna indietro”, ieri ad intervenire sono stati gli attivisti grillini, insieme al consigliere regionale Roberto Cenci, al deputato Niccolò Invidia e al senatore Gianluigi Paragone, che hanno affermato con vigore: “Nessuno faccia passi indietro”.
Così, siamo andati ad intervistare uno dei principali protagonisti di questo regolamento, Fabio Passera, il presidente del Piano di Zona, che ci ha raccontato qual è la situazione in questo momento, con tutte le criticità emerse in questi giorni.
Fabio Passera, lei è il presidente del Piano di Zona, ci può raccontare a che punto è l’approvazione del regolamento contro il gioco d’azzardo patologico nei 24 comuni?
Alcuni comuni hanno deciso entro il 31 luglio di approvare il regolamento, in occasione della finestra utile per riunirsi e approvare gli equilibri di bilancio per legge. Questa presa di posizione e questo regolamento avranno valore solo nel momento in cui tutti e 24 i comuni delibereranno; è una decisione che punta, in primis, ad impegnare un intero territorio per evitare il turismo del gioco da un paese all’altro, e in secondo luogo, per scelta unanime di approvare il testo, un grande valore dell’azione politica. Da certe prese di posizione sembra ci sia un nostro furore contro operatori del settore. Non è così, non è vero che qualcuno ce l’ha contro altri.
Come mai ha questa percezione?
Il gioco è un problema oggettivo. Capisco la discrasia evidenziata dei gestori, dell’impegno dei comuni contro lo stato. Come sindaci, però, la legge ci permette di intervenire in diversi settori specifici: noi dobbiamo alzare il campanello d’allarme perchè con questo regolamento siamo convinti che non sconfiggeremo interamente il gioco d’azzardo patologico. La persona che soffre di alcolismo viene notata in strada per l’aspetto esteriore, visto che barcolla e straparla. Quando, invece, vediamo una persona affetta dal gioco d’azzardo, la problematica non si vede, non vi sono segni esteriori. Con questo regolamento vogliamo fare capire alla nostra gente, che il nostro compito da sindaci è anche quello di tutelare la salute pubblica, è un tema che nuoce gravemente alla salute. Il nostro riferimento va al gioco patologico, non al gioco occasionale. Da qualche parte era necessario partire, ma siamo consapevoli se qualcosa non dovesse andare bene saremo pronti al confronto. In questo momento, però, andiamo avanti.
E cosa risponde agli operatori che chiedono un’audizione?
È inutile oggi incontrare gli operatori del settore. Siamo in attesa che il regolamento sia approvato da tutti i comuni e che i sindaci, in seguito, firmino l’ordinanza. Vedremo dopo cosa fare, l’importante era un segno concreto. Se dovremo sistemare le fasce orarie o intervenire su altri temi lo capiremo. L’mportante è capire che non è una guerra santa contro le slot machine, ma una legittima presa di posizione per tutelare la salute dei nostri cittadini. Non è conflittuale il discorso, non c’è il bene e male, i brutti e cattivi. Ognuno fa il proprio lavoro. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per darci una regolata, perchè così stiamo deragliando. I costi sociali dei comuni sono di tutti i cittadini e se non ci ponessimo questo problema significherebbe che svolgeremmo male il nostro mandato.
Anche a Maccagno con Pino e Veddasca sono arrivate lettere?
Abbiamo ricevuto due lettere, sicuramente un peso minore rispetto a Mesenzana, Luino e Lavena Ponte Tresa.
Quali sono i numeri di questo giro di affari riguardante il gioco d’azzardo sul territorio?
Nel 2016, l’ultimo anno in cui i Monopoli di Stato hanno reso noti i dati, a Maccagno con Pino e Veddasca sono stati giocati oltre 3 milioni di euro, esclusi i giochi online che nessuno riesce a controllare. Ma il dato è in costante crescita. Credo che ogni commento sia inutile. I comuni più colpiti sono Luino, dove nel 2016 sono stati giocati 40 milioni di euro, Lavena Ponte Tresa e Mesenzana, un giro di affari milionario.
E, invece, ha la percezione che qualche comune si possa sfilare dall’approvazione del regolamento?
Non mi pongo neppure il problema. Il punto è stato deliberato all’unanimità. All’interno dell’assemblea del Piano di Zona , se se qualcuno fosse stato contrario, lo avrebbe dovuto dire. Questo è un problema che non prendo neanche in considerazione.
Ha notizia, o le è giunta voce, non solo dell’arrivo di lettere ma anche di minacce?
Nessuna minaccia. Le lobby non sono un problema, loro tutelano i loro interessi. È normale. Chi amministra deve prendere quotidianamente decisioni importanti, ed è ovvio che qualcuno sia contento ed altri no. Noi siamo tutti convinti che sono maggiori le ragioni che ci spingono a continuare a rimanere sulle nostre posizioni, per la bontà di quello che facciamo.
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