“Non si torna indietro! Anche Luino presenterà il regolamento approvato nell’assemblea dei sindaci e lo farà nel primo consiglio di settembre. Non abbiamo potuto portarlo nel consiglio comunale di venerdì per una questione tecnica, avendo le commissioni ed essendo una proposta di regolamento, non avevamo i tempi tecnici”. Con queste decise parole l’assessore Caterina Franzetti chiude ogni porta alla ventina di gestori luinesi che, negli scorsi giorni, hanno inviato in comune una missiva in cui richiedono un’audizione in merito alla normativa sul gioco lecito. Il tema non è stato discusso nella seduta di venerdì, ma sono state consegnate le lettere a tutti i consiglieri.
Tutto è iniziato lo scorso 10 luglio (anche se l’iter è partito più di un anno fa, ndr), quando i ventiquattro comuni appartenenti al Piano di Zona hanno approvato all’unanimità il regolamento che sanciva un giro di vite per restringere gli orari di apertura di questi locali (sale slot, esercizi di vendita di gratta e vinci, etc, ndr) dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14, nella pausa pranzo, e dalle 19 alle 21, orario cena. A questo, inoltre, si aggiunge l’impegno più incisivo sulla distanza da rispettare dai luoghi sensibili.
Da una parte ci sono le istituzioni, con diversi comuni che hanno già approvato il regolamento, in attesa dell’atto formale (un’ordinanza, ndr) che andrà concretamente a rendere effettive le nuove norme: tra questi comuni ci sono Cremenaga, Cunardo, Marchirolo, Lavena Ponte Tresa, Maccagno con Pino e Veddasca e Germignaga, ai quali si aggiungeranno in questi giorni (entro il 31, ndr) Montegrino Valtravaglia, Brissago Valtravaglia e Brezzo di Bedero, in attesa degli altri paesi del Piano di Zona che, invece, a causa dei tempi burocratici, porteranno il regolamento da approvare in consiglio a settembre.
Dall’altra, invece, ci sono i gestori e gli operatori di settore che, attraverso le lobby di categoria, hanno annunciato battaglia. Numerose, infatti, sono le lettere arrivate a tutti i consiglieri comunali (da Luino a Lavena Pont Tresa almeno una cinquantina, ndr), in cui si richiede un’audizione alla amministrazioni, criticando il regolamento e facendo riferimento al fatto che “sul territorio sono impegnate decine di imprese commerciali, gestori awp, attività artigiane, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, tabaccherie, agenzie e sale gioco specializzate (un totale di circa 111 distribuite su 23 comuni), con tutto l’indotto correlato in termini di servizi alle imprese di settore e si partecipazione alla vita sociale“.
Oltre a questo, i gestori fanno riferimento anche “al sistema di regole relative alla distribuzione territoriale e temporale dei punti gioco, definito in via di principi generali dalla conferenza unificato tra Governo, Regione ed Enti locali, da stabilirsi d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli“. Le critiche, però, non si fermano qui e le parti coinvolte sottolineano come l'”Istituto Superiore di Sanità e l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato hanno fornito dati diversi rispetto a quelli presi a base per l’adozione di provvedimenti restrittivi“. Senza dimenticare un accenno alla prevenzione per gli eventuali tentativi di infiltrazioni criminali nel settore del gioco, gli operatori del settore ritengono che prima di prendere provvedimenti sarebbe meglio convocare le imprese per avviare una riflessione “non condizionata da opinioni unilaterali“.
Secondo i dati dei gestori in altri contesti locali, che hanno emanato simili provvedimenti limitativi, gli unici effetti ottenuti sono stati “un irrisorio calo della raccolta di gioco”, lo “spostamento della domanda di gioco verso congegni illegali”, il “gioco frontaliero”, ovvero “la migrazione dei giocatori verso i territori limitrofi (nazionali ed esteri)” e, infine, “nessuna evidenza in termini di contrasto al gioco d’azzardo patologico”.
Sempre secondo gli operatori di settore, “gli spezzettamenti orari non fanno altro che aumentare la compulsività del gioco, che causano misure come generatore di ansia per l’approssimarsi del termine dello spegnimento, acuendo ed estremizzando la velocità di gioco per timore di non fare in tempo”. Oltre a questo “la frequentazione determinerebbe un calo d’introiti per l’impresa economica che non è commisurato alla diminuzione dei costi fissi che rimangono invariati”, e nella missiva viene anche paventata la chiusura definitiva delle sale. Quello che viene richiesto è un tavolo di confronto per la condivisione di un progetto di regolamentazione che ponga al centro un piano di prevenzione, tutelando al contempo economia e occupazione e sospendendo per il momento l’adozione di qualsiasi provvedimento in materia di prevenzione e contrasto.
A rispondere, senza girarci intorno, alla richiesta di un tavolo di confronto, è l’assessore ai Servizi Sociali di Luino, Caterina Franzetti, che da tempo si è impegnata, insieme al sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, al presidente del Piano di Zona, Fabio Passera, e a tutti gli altri sindaci per redigere il regolamento. “Non mi voglio dilungare sulle richieste di audizione, alle quali, verrà data risposta dopo una serie di analisi e verifiche. Occorre evidenziare, quanto è stato fatto sinora in termini di sensibilizzazione sul grave problema che ci circonda. Anche Regione Lombardia al nostro fianco ha finanziato da tempo progetti presentati dal distretto con l’obiettivo di contrastare il fenomeno da sempre in crescita. Molti tavoli istituzionali sono nati, abbiamo chiamato settori di competenza come Ast e Sert per condividere un corretto percorso, coinvolto scuole. Insomma, non abbiamo lasciato indietro nulla e sul tavolo ci sono dati preoccupanti portati in evidenza all’assemblea dei Sindaci, dove finalmente ci si sta rendendo conto delle proporzioni e del problema del gioco d’azzardo nelle sue svariate forme”.
“Nel nostro Distretto – conclude Franzetti -, il gioco d’azzardo non viene più tollerato come innocuo gioco, come ‘vizio’ personale, ma per quello che spesso può diventare una tragedia. Sta entrando, anche nella nostra realtà, la consapevolezza nel riconoscere che serve un argine. 40 milioni giocati a Luino nel 2016. Queste attività sul territorio producono ben poco, non lasciano nulla in termini economici. Il tessuto sociale non ne beneficia, si arricchisce solo la solitudine che spesso produce disperazione e mette in evidenza, nonostante tutto, una grave povertà sociale. Non lascio dubbi a chi dice che Luino si sfila”.
Ad inviare le lettere al comune di Luino sono state attività tra Luino, Creva e Voldomino: Golden Palace di Vittorio Veneto, Golden Palace di piazza Marconi, Assotrattenimento SGI Confindustria SIT, il Barilotto, Il Maggiolino, Bar Dolci Momenti, Bar Trattoria Tre Pini, Il Vizietto, il Circolo di Creva, l’Unes di via Verdi, Idea Bacco Bar, Angel Bar, Bar Ufo, Bar Grill Il Faro, Bar Tabaccheria del Porto, Caffè Marconi, il Lotto di Vittorio Veneto, il Buffet, La Coincidenza, il Bar Centrale, la Casa del Caffè, il Bjork’s Cafè e, infine, il Baretto.
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