Varese | 14 Febbraio 2026

Varese, “Il silenzio non è consenso”: presidio contro la proposta di riforma sulla violenza sessuale

Domenica 15 febbraio anche Varese aderisce alla mobilitazione nazionale dei centri antiviolenza contro la modifica dell’articolo 609 bis del codice penale. Ritrovo in Piazza Monte Grappa

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Anche Varese si prepara a scendere in piazza contro la proposta di modifica alla normativa sulla violenza sessuale. Domenica 15 febbraio è in programma un presidio pubblico in piazza Monte Grappa, inserito nella mobilitazione nazionale promossa dalla rete D.i.Re. L’iniziativa vedrà la partecipazione di EOS Centro Antiviolenza insieme ad associazioni, realtà del territorio e movimenti femministi, riuniti sotto lo slogan “Il silenzio non è consenso”.

La giornata inizierà alle ore 10:00 con un banchetto informativo, mentre il presidio vero e proprio prenderà il via alle ore 15:00.

La mobilitazione nasce dalle proteste avviate a fine gennaio dai centri antiviolenza e dai movimenti femministi contro il disegno di legge presentato dalla presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, che interviene sull’articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale.

Al centro del dibattito c’è il tema del consenso. Attualmente, secondo l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, si configura violenza sessuale in assenza di consenso libero e consapevole della vittima, senza che sia necessario dimostrare un dissenso esplicito o la presenza di violenza fisica o minacce. La proposta di modifica introdurrebbe, invece, il concetto di “volontà contraria all’atto sessuale”, richiedendo alla vittima di dimostrare di aver espresso chiaramente il proprio rifiuto.

Secondo i promotori della mobilitazione si tratta di un cambiamento sostanziale che sposterebbe l’attenzione dal consenso al dissenso, con il rischio di aumentare l’onere probatorio a carico delle vittime e di esporle a interrogatori invasivi e umilianti, riaprendo il dibattito sull’autodeterminazione e sul rischio di vittimizzazione secondaria nei processi.

Come sottolineano gli organizzatori nel comunicato: «In ogni rapporto sessuale il consenso non è un dettaglio, ma la base».

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