È lapidario Mario Contini, ex consigliere comunale e presidente del circolo Luinese di Fratelli d’Italia sulla questione che da giorni tiene banco nella città di Luino: la decisione della Prefettura di Varese di inviare ed accogliere richiedenti asilo presso l’ex caserma dei carabinieri che si trova a due passi dal valico di confine di Fornasette.
Venerdì 21 febbraio ci sarà un incontro in Prefettura, al quale sono stati invitati diversi rappresentanti istituzionali: il sindaco e i capigruppo consiliari del Comune di Luino, il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni del Ticino, il presidente della Provincia, il Questore e i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza. Saranno presenti anche il Dirigente del Settore Polizia di Frontiera di Luino e un rappresentante della cooperativa San Marco, che dovrà occuparsi dei migranti.
Nel frattempo, all’interrogazione presentata dalle minoranze consiliari luinesi e alle critiche arrivate dal Canton Ticino, hanno fatto seguito la presa di posizione da parte della maggioranza, con il comunicato stampa inviato ai giornali dal gruppo “Proposta per Luino“, e l’opinione di Forza Italia Varese Giovani, che ha criticato il progetto.
«È gravissimo che il sindaco di Luino e la sua Giunta abbiano tenuto nascosto ai cittadini di Luino la realizzazione di un centro migranti richiedenti asilo a Fornasette – commenta Contini -. Comprendiamo tutte le difficoltà della Prefettura nel gestire questo enorme problema nazionale ed europeo, ma non possiamo condividere questa soluzione, inadeguata da tutti i punti di vista».
«In ogni caso, la Giunta, non appena avuta notizia del progetto della Prefettura, avrebbe dovuto avvisare il Consiglio Comunale e la cittadinanza. Noi, come altri partiti e cittadini, avremmo potuto manifestare per tempo la nostra decisa contrarietà per il luogo in cui queste persone saranno alloggiate. In quella zona ci sono case isolate e comunque da Fornasette il primo posto raggiungibile a piedi sono le scuole superiori di Luino, frequentate da tantissimi giovani. Per non parlare di aree boschive già martoriate da spacciatori extracomunitari», prosegue Contini.
«In ogni caso, il dibattito doveva iniziare subito, non dopo che la Prefettura avesse già speso soldi pubblici, come sta facendo, per ristrutturare la caserma. Così ci si vuole mettere di fronte ad un fatto compiuto. C’era dunque la volontà di realizzare il centro tenendo la cosa in sordina. Un atto deliberato contro la cittadinanza. Tra l’altro ci risulta che la ex caserma non sia allacciata alla fognatura e disponga solo di una biologica. Ci chiediamo se l’edificio rispetti la severa normativa sugli scarichi. Come può un sistema del genere sopportare un flusso di 20-30 persone? Siamo davvero attoniti e continueremo a manifestare la nostra più totale avversione al progetto», conclude Contini.
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